

Valter Lavitola e Natalia Potenza
Roma – La compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, sarà ascoltata dagli inquirenti in merito all’indagine sull’attentato a Sigfrido Ranucci. Inoltre la procura ha disposto accertamenti patrimoniali sul faccendiere, in merito al Cefalù Bistrot, il ristorante aperto circa dieci anni fa a Monteverde e riconducibile a Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato contro Sigfrido Ranucci.
Nel mirino degli investigatori, la compagna dell’ex direttore de L’Avanti, madre dei suoi due figli, alla quale sono intestate le quote societarie della risto-pescheria. Gli inquirenti stanno accertando se vi sia stata un’intestazione fittizia di beni o episodio di riciclaggio.
La vicenda sentimentale di Lavitola si lega a doppio filo con l’inchiesta per l’attentato. L’avvocato di Natalia Potenza, Giuseppe Cavallaro, ha annunciato che la sua assistita è pronta a fare agli inquirenti dichiarazioni esclusive. L’annuncio arriva dopo la denuncia del 26 agosto scorso, della donna nei confronti del compagno al quale ha negato la disponibilità ad avere gli arresti domiciliari presso la casa che condividevano e un’eventuale messa alla prova presso il ristorante di Monteverde.
I rapporti tesi tra Potenza e Lavitola, incrinati dopo la scoperta dall’ordinanza cautelare che il compagno intratteneva una relazione amorosa con un’estetista brasiliana, si sono riversati nell’inchiesta per l’attentato e sull’altro protagonista della vicenda, il giornalista Sigfrido Ranucci. Natalia Potenza aveva rivelato di aver avuto dei messaggi ‘segreti’ dall’amica di Ranucci, Laura Cianfoni, subito dopo la perquisizione a carico di Lavitola. In particolare delle pagine dell’ordinanza che aveva portato in carcere gli esecutori materiali.
La divulgazione di atti d’indagine era stata smentita da Ranucci su Facebook. “Non esiste alcuna chat segreta tra la mia collaboratrice e Natalia, la compagna di Lavitola. È stata mandata un’ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null’altro”.
E allora Natalia Potenza attraverso il suo legale ha rincarato la dose contro il giornalista: “Sigfrido Ranucci è un bugiardo. Ma io non lo sono e questo p… mi sottovaluta”. Subito dopo è scattato l’annuncio di querela per calunnia nei confronti dell’ex conduttore di Report e degli avvocati Arturo e Sergio Cola, difensori di Lavitola: “Il dottor Lavitola segnala l’assoluta falsità della circostanza, avendo appreso del contenuto di detta ordinanza solamente con la discovery degli atti del relativo procedimento penale” avevano detto i due smentendo Potenza.
A quel punto l’ex compagna di Lavitola ha diffuso gli screenshot della chat con Laura Cianfoni.
Ora l’ex compagna del faccendiere si dice pronta a parlare con i magistrati che indagano sull’attentato. Viste le premesse, Natalia Potenza potrebbe avere dettagli riguardanti i rapporti tra Ranucci e Lavitola interessanti ai fini dell’inchiesta.
Particolari che i magistrati romani non intendono ignorare per ricostruire quanto avvenuto prima e dopo l’attentato del 16 ottobre scorso.
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