Napoli – Mettere in rete le biblioteche degli istituti penitenziari campani con quelle pubbliche del territorio e rafforzare le attività di studio e formazione rivolte alle persone detenute. È l’obiettivo del protocollo d’intesa rinnovato per il terzo anno consecutivo nella sede del Consiglio regionale della Campania.
L’accordo punta a fare della biblioteca in carcere non soltanto un luogo di prestito dei libri, ma anche uno spazio di socializzazione e confronto, collegato ai percorsi educativi degli istituti. Tra gli obiettivi figura la nascita del Polo delle Biblioteche Carcerarie Campane, insieme alla realizzazione di programmi culturali e sociali rivolti alla popolazione detenuta.
«Il Protocollo non si limita alla sola gestione dei libri», ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, richiamando la volontà di costruire una rete tra biblioteche carcerarie e biblioteche del territorio. Secondo Manfredi, il Consiglio intende sostenere concretamente le attività dell’Associazione italiana biblioteche e delle strutture coinvolte.
Per il garante regionale delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello, potenziare le biblioteche significa offrire occasioni di studio e socializzazione, ma anche favorire l’acquisizione di competenze utili al reinserimento lavorativo.
Il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Carlo Berdini, ha evidenziato in particolare la formazione delle persone detenute nella catalogazione del patrimonio librario. La presidente di AIB Campania, Maria Pia Cacace, ha annunciato un ulteriore modulo per sviluppare competenze spendibili nel profilo professionale dei partecipanti.
Hanno sottoscritto l’intesa anche il direttore del Centro per la Giustizia minorile per la Campania, Nicola Palmiero, e il comandante dell’Organizzazione penitenziaria militare, colonnello Giancarlo Sciascia. Alla firma era presente il padre di Annalisa Durante, vittima innocente di camorra alla quale è dedicata una biblioteca nel quartiere napoletano di Forcella.



