Da febbraio 2025 la famiglia di Ciro Pettirosso sollecita chiarimenti sulle cause della morte del detenuto affetto da diabete tipo 1, avvenuta in carcere. L'autopsia evidenzia possibili criticità nella gestione medica della patologia.


Morte di un detenuto diabetico nel carcere di Bellizzi Irpino: famiglia attende risposte a oltre un anno dall'accaduto
Nel febbraio 2025, Ciro Pettirosso, un detenuto di 36 anni affetto da diabete mellito di tipo 1, è deceduto nel carcere di Bellizzi Irpino. L’autopsia ha indicato come causa della morte un’insufficienza cardio-respiratoria acuta dovuta a uno scompenso glico-metabolico con ipoglicemia severa, condizione fatale per un soggetto con diabete cronico scompensato.
Da oltre un anno e mezzo, i genitori di Pettirosso attendono risposte dalla Procura di Avellino, chiedendo di verificare se la gestione della malattia sia stata adeguata durante la detenzione. Un punto critico riguarda la disponibilità e l’accesso agli aghi per l’insulina, dispositivi indispensabili per un paziente diabetico di tipo 1. Sebbene non fossero vietati nel carcere, l’iter burocratico per metterli a disposizione del personale sanitario sarebbe stato complicato e poco efficiente.
La famiglia vuole anche chiarimenti sull’eventuale presenza di THC nel corpo di Ciro, un elemento che solleva ulteriori interrogativi su come la sostanza possa essere entrata in carcere. Il caso è stato portato all’attenzione del Parlamento con un’interrogazione, cui il ministro della Giustizia Nordio ha risposto nel giugno 2025, affermando che le cause della morte erano ancora in fase di accertamento.
Gli avvocati della famiglia, Amedeo Di Pietro e Vittorio Guadalupi, sottolineano l’importanza di fare piena luce su quanto accaduto, affermando che “se una persona muore sotto la custodia dello Stato, ogni dubbio deve essere chiarito fino in fondo”. La vicenda evidenzia le difficoltà e le problematiche nella gestione sanitaria dei detenuti con patologie croniche e apre un dibattito sulla responsabilità delle istituzioni nel garantire cure adeguate in carcere.
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