

Ethel Caterham
Ethel Caterham ha spento 117 candeline. Un compleanno che non è soltanto una ricorrenza familiare, ma una pagina nella storia della longevità umana. Nata il 21 agosto 1909 a Shipton Bellinger, nell’Hampshire, la britannica è infatti la persona vivente più anziana del mondo e la prima donna del Regno Unito ad aver raggiunto i 117 anni.
Il suo primato era stato ufficialmente riconosciuto nel 2025, dopo la morte della brasiliana Inah Canabarro Lucas. Da allora Caterham è diventata un simbolo della longevità britannica e internazionale. Con il nuovo traguardo, inoltre, continua ad avvicinarsi alla ristrettissima cerchia delle persone che nella storia hanno superato i 117 anni.
Quando Ethel venne al mondo, sul trono britannico sedeva Edoardo VII e mancavano ancora alcuni anni allo scoppio della Prima guerra mondiale. Era la penultima di otto figli e ha attraversato praticamente tutto il Novecento, arrivando fino all’era digitale e alla pandemia da Covid-19.
A 18 anni scelse di lasciare l’Inghilterra e affrontò da sola un lungo viaggio in nave verso l’India, dove lavorò come tata per una famiglia britannica. Un’esperienza che avrebbe segnato l’inizio di una vita vissuta per molti anni lontano dalla patria.
In seguito conobbe Norman Caterham, ufficiale dell’esercito britannico. I due si sposarono nel 1933 e seguirono i trasferimenti legati alla carriera militare del marito. La coppia visse anche a Hong Kong e a Gibilterra, prima di rientrare definitivamente in Inghilterra.
Dal matrimonio nacquero due figlie. Norman morì nel 1976, lasciando Ethel vedova quando lei aveva 67 anni.
Tra le curiosità più sorprendenti della sua biografia c’è il rapporto con l’automobile. Caterham ha continuato a guidare fino a un’età prossima ai 100 anni, un particolare che racconta bene quanto a lungo sia rimasta autonoma e attiva.
La sua storia è costellata di esperienze difficilmente conciliabili con l’immagine tradizionale della vecchiaia. Ha viaggiato, lavorato all’estero, cresciuto una famiglia e mantenuto una vita sociale intensa.
A 110 anni ha inoltre contratto e superato il Covid-19, aggiungendo un altro capitolo alla sua straordinaria biografia.
Negli ultimi anni ha continuato a vivere in una struttura nel Surrey, circondata dalla famiglia. Dopo il precedente compleanno ha ricevuto anche la visita di re Carlo III, che ha voluto incontrare personalmente la donna più anziana del Regno Unito.
Quando le viene chiesto quale sia il segreto della sua longevità, Caterham non propone formule miracolose né particolari elisir. Il suo approccio è decisamente più semplice: continuare a vivere, mantenersi occupati, godersi le cose con moderazione ed evitare inutili discussioni.
Un messaggio che sembra quasi una sintesi della sua esistenza. Nessuna ricetta universale, dunque, ma una vita caratterizzata da attività, relazioni sociali e capacità di adattarsi a epoche profondamente diverse.
La sua storia è anche un viaggio attraverso la trasformazione del mondo: quando è nata non esistevano la televisione di massa, i voli commerciali moderni, gli antibiotici o Internet. Ha visto cambiare l’Impero britannico, nascere e morire numerosi Stati, arrivare l’uomo sulla Luna e trasformarsi radicalmente la medicina.
Ethel Caterham è oggi la più anziana persona vivente, ma non è ancora la più longeva della storia.
Il primato assoluto appartiene alla francese Jeanne Calment, nata nel 1875 e morta nel 1997 all’età di 122 anni e 164 giorni. È l’unica persona la cui età oltre i 120 anni sia stata completamente verificata.
Alle sue spalle figurano altre figure leggendarie della longevità. La statunitense Sarah Knauss arrivò a 119 anni e 97 giorni, mentre la giapponese Kane Tanaka raggiunse i 119 anni e 107 giorni. Seguono la francese Lucile Randon, morta a 118 anni, e una serie di donne che hanno superato i 117 anni.
L’Italia occupa dunque una posizione di assoluto rilievo nella storia della longevità grazie a Emma Morano, nata nel 1899 a Civiasco, in Piemonte, e morta nel 2017 a 117 anni e 137 giorni. È ancora oggi la persona italiana più longeva di sempre con età verificata.
Il fenomeno non riguarda soltanto pochi casi eccezionali. La popolazione mondiale dei centenari è cresciuta enormemente nel corso dell’ultimo secolo.
Secondo le stime delle Nazioni Unite utilizzate dal Pew Research Center, nel 2024 nel mondo vivevano circa 722 mila persone di almeno 100 anni.
La graduatoria per numero assoluto vede in testa il Giappone, seguito dagli Stati Uniti, dalla Cina, dall’India e dalla Thailandia.
1. Giappone – circa 146 mila
2. Stati Uniti – circa 108 mila
3. Cina – circa 60 mila
4. India – circa 48 mila
5. Thailandia – circa 38 mila
La graduatoria va però letta con attenzione: il numero assoluto dipende anche dalla popolazione complessiva di ciascun Paese. Il Giappone, per esempio, non è soltanto tra i Paesi con più centenari, ma è anche uno dei Paesi nei quali la loro incidenza sulla popolazione è particolarmente elevata.
Le proiezioni demografiche indicano inoltre una crescita molto significativa nei prossimi decenni: entro il 2054 la popolazione mondiale dei centenari potrebbe avvicinarsi ai quattro milioni.
L’Italia è tra i Paesi più longevi del mondo e i dati Istat fotografano una crescita molto marcata.
Al 1° gennaio 2025 i residenti italiani di almeno 100 anni erano 23.548, oltre duemila in più rispetto ai 21.211 dell’anno precedente. Rispetto al 2009, quando erano 10.158, il numero è aumentato del 130 per cento.
La componente femminile è nettamente prevalente: rappresenta circa l’83 per cento dei centenari italiani.
Ancora più ristretto è il gruppo degli ultracentenari: all’inizio del 2025 erano 724 le persone con almeno 105 anni, mentre i cittadini di almeno 110 anni erano 19.
Se si guarda al numero assoluto, la regione con più centenari è la Lombardia, con quasi 4 mila persone, seguita da Lazio ed Emilia-Romagna, entrambe oltre quota 2 mila.
Ma la graduatoria cambia completamente quando si considera il rapporto con la popolazione residente.
1. Molise – circa 61 centenari ogni 100 mila abitanti
2. Liguria – 59,4
3. Friuli-Venezia Giulia – 55,4
4. Toscana – 49,1
5. Umbria – circa 49
6. Abruzzo – circa 48
7. Trentino – circa 48
8. Emilia-Romagna – circa 47
9. Marche – circa 47
10. Calabria – circa 45
Il dato più interessante è quindi la differenza tra quantità assoluta e incidenza: una regione molto popolosa può avere molti centenari in termini numerici senza essere necessariamente quella con la maggiore concentrazione di persone ultracentenarie.
La Campania può però vantare un primato individuale di grande rilievo.
A Sturno, in provincia di Avellino, vive infatti Lucia Laura Sangenito, conosciuta come “nonna Laurina”. Nata il 22 novembre 1910, ha compiuto 115 anni nel novembre 2025 e risulta la persona più anziana d’Italia.
La sua vicenda è particolarmente significativa anche per la Campania: secondo le verifiche del Gerontology Research Group, Sangenito è una supercentenaria con età validata e nel 2026 è stata indicata come la più anziana persona vivente in Italia.
Alle sue spalle figura Vitantonio Lovallo, nato in Basilicata nel 1914, che nel marzo 2026 ha festeggiato 112 anni ed è stato indicato dal Gerontology Research Group come l’uomo più anziano vivente in Italia.
Il dato che emerge con maggiore evidenza dalle statistiche è la netta prevalenza femminile.
In Italia, tra i 23.548 centenari censiti all’inizio del 2025, oltre otto su dieci sono donne. La percentuale sale ulteriormente tra i 105enni e oltre: tra i 724 semi-supercentenari italiani, le donne sono 657, pari al 90,7 per cento.
Non è dunque un caso che anche la classifica mondiale delle persone più longeve di sempre sia dominata dalle donne.
Ethel Caterham rappresenta l’ultimo capitolo di questa storia. A 117 anni continua a scrivere il proprio record, ma davanti a lei resta ancora una vetta quasi leggendaria: quei 122 anni e 164 giorni raggiunti da Jeanne Calment ad Arles.
Cinque anni possono sembrare pochi. Nella storia della longevità umana, invece, rappresentano un abisso.
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