

La base operativa della banda
Napoli – Un appartamento del centro storico di Napoli trasformato in una vera e propria centrale operativa dalla quale partivano le telefonate utilizzate per mettere in scena il collaudato raggiro della falsa rapina in gioielleria.
È quanto hanno scoperto gli investigatori della Polizia di Stato nel corso di un’articolata indagine coordinata dal Pool Anti Truffe della Procura di Milano, con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Napoli (C.O.S.C.) e degli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato.
Al termine delle attività investigative è stata denunciata all’Autorità giudiziaria una coppia di cittadini italiani, una donna di 26 anni e un uomo di 28, ritenuti dagli investigatori un punto di riferimento di un’organizzazione criminale operante su scala nazionale e specializzata in truffe, furti in abitazione e rapine ai danni di anziani.
L’organizzazione seguiva uno schema ormai collaudato. I truffatori telefonavano alle vittime fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine e comunicavano che un familiare risultava coinvolto in una rapina ai danni di una gioielleria.
Per rendere credibile il racconto sostenevano che la targa dell’auto del parente fosse stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza nei pressi del luogo del colpo. Con il pretesto di dover effettuare accertamenti investigativi, convincevano così gli anziani a consegnare denaro, gioielli e oggetti di valore a falsi incaricati che si presentavano direttamente nelle loro abitazioni.
Durante la perquisizione gli investigatori hanno scoperto locali appositamente allestiti per garantire la massima riservatezza delle conversazioni. Le stanze erano completamente rivestite con pannelli fonoassorbenti e dotate di sofisticate apparecchiature tecnologiche.
Nell’immobile era inoltre installato un sistema di videosorveglianza abusivo che consentiva di monitorare costantemente gli accessi all’edificio e le strade circostanti, aumentando il livello di sicurezza della base operativa.
Secondo quanto emerso dalle indagini, proprio da quei locali venivano gestite le chiamate fraudolente e coordinati in tempo reale i complici incaricati di raggiungere le abitazioni delle vittime per impossessarsi di denaro e preziosi.
Per questo motivo l’intera centrale operativa è stata posta sotto sequestro.
L’inchiesta ha consentito di ricostruire, allo stato delle indagini, ben 33 episodi delittuosi commessi in diverse regioni italiane, con una particolare concentrazione nelle città di Milano e Roma.
Secondo gli investigatori, l’organizzazione era caratterizzata da una precisa ripartizione dei ruoli e da una struttura ben organizzata, capace di gestire contemporaneamente le telefonate, il coordinamento dei complici e la fase finale della consegna dei beni sottratti alle vittime.
Le indagini proseguono per individuare tutti i componenti della rete criminale e verificare l’eventuale coinvolgimento della coppia denunciata in ulteriori episodi di truffa consumati sul territorio nazionale.
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