Prosegue il confronto sulle responsabilità legate all’incendio che il 31 agosto ha devastato un sito dell’area industriale di Airola, nel Beneventano. Mentre le comunità coinvolte puntano il dito contro la gestione dell’impianto, i titolari respingono le accuse e ricostruiscono le vicende giudiziarie che negli ultimi anni hanno interessato la struttura.
«Da anni sono in amministrazione giudiziaria», affermano i titolari, ricordando che nel gennaio 2022 il Tribunale di Benevento aveva disposto il sequestro della Ecoenergy Srl, estromettendo l’amministratrice dai poteri di gestione e nominando un amministratore giudiziario.
La ricostruzione prosegue con un altro passaggio datato 2024, quando il sito sarebbe stato nuovamente sottoposto a sequestro per il superamento dei quantitativi autorizzati di rifiuti stoccati. Il provvedimento sarebbe stato successivamente revocato dopo la riduzione dei volumi presenti.
«Sotto questa direzione nel 2024 il sito è stato sequestrato per il superamento dei quantitativi stoccati e successivamente dissequestrato per riduzione dei volumi».
I titolari fanno quindi riferimento al progetto per la ripresa delle attività. «Nel novembre scorso l’azienda Tritor ha chiesto il fitto di ramo d’azienda decennale per la ripresa dell’attività in cambio dello smaltimento integrale dei rifiuti presenti». Secondo la ricostruzione fornita, dopo la richiesta sarebbero trascorsi altri cinque mesi prima dell’autorizzazione del Tribunale alla firma del contratto.
«Seguono altri cinque mesi di stallo: solo ad aprile di quest’anno, il Tribunale ha autorizzato la firma del contratto stipulato il 30 aprile, ma affinché possano iniziare le procedure di svuotamento del sito è necessaria la voltura dell’autorizzazione da parte del Tribunale che fino al 31 agosto, giorno dell’incendio, non c’è stata».
Il quadro resta dunque al centro di un confronto che coinvolge istituzioni, cittadini e soggetti interessati alla gestione dell’area. Sulla vicenda è stato presentato anche un esposto al Senato, alla Camera, alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e al presidente della Regione Campania dall’avvocata Teresa Meccariello.
Anche l’associazione AslimItaly ha chiesto l’intervento del ministro dell’Ambiente. Sullo sfondo restano l’incendio e le conseguenze ambientali, mentre si attende di fare piena luce sulla gestione del sito, sulla presenza dei rifiuti e sulla catena di responsabilità che ha preceduto il rogo.



