Napoli blocca l’aumento Tari 2026: focus su equità e lotta all’evasione

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In un momento di difficoltà economica per famiglie e imprese, il Comune di Napoli ha deciso di non aumentare le tariffe Tari per l’anno 2026. La delibera, approvata dal Consiglio comunale il 24 luglio 2026, ribadisce la volontà dell’amministrazione di evitare di gravare ulteriormente sui cittadini che già pagano correttamente la tassa sui rifiuti.

«Abbiamo scelto di non scaricare sui residenti i maggiori costi del servizio di igiene urbana, ma di migliorare la capacità amministrativa e di rafforzare l’equità tributaria», ha spiegato l’assessore al Bilancio e al Patrimonio, Pier Paolo Baretta.

Il provvedimento, che ha visto il voto contrario di Forza Italia e Napoli Capitale Lega, conferma una sostanziale stabilità delle tariffe: per le utenze domestiche sono previste diminuzioni fino a 8 euro all’anno o variazioni contenute per le famiglie numerose, con un massimo di 18 euro in più. La strategia punta a far pagare chi finora ha evaso o contribuito meno del dovuto, aumentando al contempo le posizioni accertate. Il numero delle utenze domestiche rilevate è salito da 371.063 a 382.611, con un aumento della superficie tassata di quasi 783mila metri quadrati. Anche le utenze non domestiche sono cresciute, passando da 59.128 a 63.199, con un incremento della superficie imponibile di oltre 310mila metri quadrati.

Questi risultati hanno permesso di ridurre il costo di bollettazione da 264 a 260 milioni di euro, generando un risparmio netto di 3 milioni, e di prevedere un gettito totale di 262,8 milioni, superiore di circa 2 milioni rispetto all’anno precedente, nonostante le tariffe rimangano invariate.

Baretta ha inoltre sottolineato l’impatto dei flussi turistici sulla produzione di rifiuti e sui costi di igiene urbana, ricordando che Napoli ha superato i 20 milioni di presenze nel 2025 e ospita eventi internazionali di rilievo. L’amministrazione auspica un aggiornamento della normativa nazionale per proteggere i residenti delle grandi città d’arte, dimostrando che è possibile conciliare il risanamento dei conti con la tutela della comunità e la competitività del territorio.

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