Categorie: MondoUltime Notizie

Hîdîrlez 2026, migliaia di visitatori tra cultura, giochi UNESCO e tradizioni ancestrali

Condivid

Si è chiusa con una partecipazione record l’edizione 2026 di Hîdîrlez, il festival dedicato alle tradizioni della comunità tatara organizzato dall’Unione Democratica Tatara sulla Spiaggia Turquoise del resort di Venus, in Romania. Dal 29 al 31 maggio la manifestazione ha richiamato migliaia di visitatori provenienti da diverse regioni del Paese, confermando il proprio ruolo di riferimento nella valorizzazione e nella tutela del patrimonio culturale immateriale.

L’evento, patrocinato dalla Commissione Nazionale Rumena per l’UNESCO e sostenuto dal Ministero della Cultura, ha celebrato l’antica ricorrenza che segna il risveglio della natura e l’arrivo della stagione estiva, trasformando il litorale del Mar Nero in un grande spazio di incontro tra culture, tradizioni e generazioni.

I giochi storici protagonisti della manifestazione

i momenti più apprezzati dal pubblico figurano le dimostrazioni e le competizioni dedicate ai giochi tradizionali inseriti nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. Bambini e ragazzi hanno potuto cimentarsi in discipline tramandate da secoli, come il toguz kumalak, il mangala, il tiro con l’arco storico, la lotta tradizionale kureş e altre prove di abilità e forza appartenenti alla cultura turco-tatara.

Particolare successo hanno riscosso i laboratori interattivi pensati per avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza delle tradizioni e dei valori culturali custoditi dalle comunità tatare.

Gastronomia e artigianato tra memoria e identità

Ampio spazio è stato dedicato anche all’enogastronomia e all’artigianato tradizionale. I visitatori hanno assistito alla preparazione del plov, storico piatto dell’Asia centrale riconosciuto dall’UNESCO nell’ambito delle tradizioni culinarie di Uzbekistan e Tagikistan, e hanno degustato specialità tipiche tatare e turche come şiberek, giantik, sarburma e kobete.

L’atmosfera di accoglienza è stata accompagnata dalla distribuzione di tè e caffè turco, anch’esso inserito dal 2013 nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità per il suo valore sociale e simbolico.

Parallelamente si sono svolti laboratori dedicati alla calligrafia e alla lavorazione del cuoio, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino antiche tecniche artigianali ancora oggi custodite dalle comunità turche e tatare.

Giovani e dialogo interculturale

Uno degli aspetti centrali dell’edizione 2026 è stato il coinvolgimento delle scuole. Grazie alla partecipazione di istituti provenienti da Bucarest e dalla contea di Prahova, il festival ha rafforzato la propria vocazione educativa, promuovendo il dialogo interculturale e la conoscenza reciproca attraverso attività didattiche e laboratori esperienziali.

Importante anche la presenza di rappresentanti istituzionali provenienti dalla Romania e dalla Repubblica di Moldova, che hanno sottolineato il valore delle collaborazioni culturali transfrontaliere come strumento di coesione e sviluppo delle comunità.

Musica, danze e il rito del “fuoco degli antenati”

La manifestazione si è conclusa con uno spettacolo multiculturale all’aperto che ha visto alternarsi sul palco musicisti, cantanti e gruppi folkloristici della tradizione tatara e moldava. Le esibizioni hanno accompagnato il pubblico fino al momento più suggestivo dell’intera rassegna: l’accensione del tradizionale “fuoco degli antenati”.

Il rito finale, caratterizzato dai tre salti sopra le fiamme, rappresenta un’antica pratica simbolica legata alla purificazione, alla rinascita della natura e al legame con le generazioni passate, elementi che costituiscono il cuore spirituale della celebrazione di Hîdîrlez.

Una tradizione riconosciuta dall’UNESCO

Celebrata tradizionalmente il 6 maggio, Hîdîrlez affonda le proprie radici in una leggenda che racconta l’incontro annuale tra Hızır e Ilyas, figure simboliche associate alla vita e alle acque. La ricorrenza è oggi riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale grazie al suo valore sociale, culturale e identitario, capace ancora oggi di unire comunità diverse nel segno della memoria e della condivisione.

(giu. mu.)

RIPRODUZIONE RISERVATA
Redazione

Siamo la redazione di Cronache della Campania. Sembra un account astratto ma possiamo assicurarvi che è sempre un umano a scrivere questi articoli, anzi più di uno ed è per questo usiamo questo account. Per conoscere la nostra Redazione visita la pagina "Redazione" sopra nel menù, o in fondo..Buona lettura!

Pubblicato da
Redazione