

Nella foto, un particolare della vicenda.
Un sistema di vigilanza privata ritenuto irregolare, attivo durante eventi pubblici e manifestazioni, è stato individuato dalla Polizia di Stato al termine di un’articolata attività investigativa. L’operazione ha portato a denunce e sequestri di materiale informatico e documentazione in diverse abitazioni tra Perugia e Napoli.
L’attività, coordinata dagli agenti della Questura di Perugia con il supporto dei colleghi di Napoli, della Polizia Postale umbra e del Reparto Prevenzione Crimine Umbria-Marche, ha preso avvio nell’agosto 2025. Gli investigatori hanno eseguito un decreto di perquisizione nei confronti di rappresentanti legali, amministratori e collaboratori di una società con sede principale in provincia di Perugia e una sede secondaria a Napoli.
Secondo quanto emerso, la società avrebbe fornito servizi di vigilanza e controllo in occasione di eventi anche al di fuori del territorio provinciale, senza essere in possesso della prevista licenza prefettizia. Inoltre, per tali attività sarebbero stati impiegati operatori privi dell’iscrizione agli elenchi ufficiali richiesti dalla normativa di settore.
Nel corso degli accertamenti sarebbero state rilevate anche presunte anomalie nella gestione della formazione del personale, con attestazioni non rispondenti al vero. Ulteriori verifiche avrebbero evidenziato la possibile percezione indebita di indennità di disoccupazione da parte di un operatore formalmente licenziato ma ancora impiegato.
L’indagine si inserisce in un più ampio programma di controlli avviato dalla divisione di polizia amministrativa della Questura di Perugia, che in precedenza aveva già riguardato un’altra realtà operante nel settore della sicurezza privata, con violazioni analoghe e utilizzo di documentazione non conforme.
Complessivamente, l’attività ha portato alla denuncia di dieci persone e alla contestazione di 45 illeciti amministrativi, per un valore complessivo di circa 75 mila euro.