

Troppe strisce blu a Sarno, scoppia la polemica
La progressiva estensione delle strisce blu sta ridisegnando la quotidianità di Sarno. Strade fino a ieri libere sono state inserite nel perimetro della sosta a pagamento, un’iniziativa che, nelle intenzioni dichiarate dal Comune, dovrebbe favorire la rotazione dei veicoli e generare risorse per la manutenzione urbana.
Ma il provvedimento ha innescato diffusi malumori, perché modifica consuetudini radicate senza che, a detta di molti cittadini, sia stato aperto un reale spazio di ascolto e di valutazione condivisa.
Sul fronte dei residenti, la critica più ricorrente riguarda l’assenza di stalli riservati anche per chi sottoscrive l’abbonamento annuale. «Fermarsi per un acquisto rapido, prendere un caffè o comprare il pane – spiegano alcuni abitanti del centro – oggi significa aggiungere il costo del parcheggio al prezzo del prodotto. A fine mese il peso si sente, in un momento in cui il carovita è già elevato». In diversi raccontano di preferire ormai gli esercizi commerciali dei paesi vicini, dove la sosta gratuita è ancora garantita.
Un ulteriore fronte di tensione è legato all’attività sanzionatoria. Da mesi si registrano segnalazioni relative a un incremento delle contravvenzioni, con cittadini che parlano di un controllo molto serrato sulle nuove strisce blu. Le critiche si concentrano sulla percezione di un’azione puntata più sulla fiscalità che sulla gestione complessiva della mobilità. Senza un piano più ampio di moderazione del traffico e di potenziamento dei parcheggi scambiatori, lamentano i cittadini, il rischio è che la misura venga interpretata soltanto come un prelievo aggiuntivo.
Negli ultimi tempi, tra i residenti ha cominciato a circolare un’espressione che fotografa il malessere: “smort city”, città spenta. Al di là della battuta, il dato che preoccupa è la tendenza dei più giovani – la cosiddetta generazione Z – a spostarsi serate e tempo libero nei comuni limitrofi, attratti da una maggiore facilità di parcheggio e da una percezione di libertà di movimento che, a Sarno, sentono ridotta. Un fenomeno che, se consolidato, rischia di impoverire ulteriormente le occasioni di socialità e il tessuto economico delle attività di vicinato.
Al momento, i comitati spontanei di residenti chiedono all’amministrazione un tavolo di confronto per valutare correttivi: dalla previsione di stalli bianchi in numero adeguato, all’introduzione di tariffe agevolate per chi abita all’interno delle zone regolamentate, fino a una rimodulazione degli orari di pagamento che tenga conto delle esigenze quotidiane. La partita resta aperta, mentre in città cresce la voglia di un equilibrio diverso tra l’obiettivo della rotazione e il diritto alla sosta.
N.M.