

Inchiesta arbitri
L’inchiesta della Procura di Milano sulle presunte irregolarità nel sistema arbitrale italiano si allarga, puntando i riflettori sulle istituzioni sportive. Nei prossimi giorni, i magistrati ascolteranno in qualità di testimoni alcuni esponenti della Lega Calcio, tra cui figurano anche rappresentanti dei vari club.
A coordinare il fascicolo, che ipotizza il reato di concorso in frode sportiva, è il pm Maurizio Ascione con la supervisione del procuratore Marcello Viola. L’obiettivo è fare luce su presunte interferenze esterne all’interno della Sala Var di Lissone, in uno scenario che ha già portato all’autosospensione del designatore Gianluca Rocchi.
Il nodo centrale dell’indagine ruota attorno all’individuazione del cosiddetto “vantaggio”. La normativa sulla frode sportiva sanziona chi accetta denaro o altre utilità per alterare una competizione, ma al momento l’impianto accusatorio presenta un tassello mancante. Gli inquirenti, pur raccogliendo continue testimonianze sulle presunte agevolazioni a favore dell’Inter, stanno cercando la prova concreta che certifichi il beneficio ottenuto dagli indagati.
Un’ipotesi al vaglio, ancora da consolidare sul piano giuridico, è che Rocchi potesse mirare all’appoggio dei vertici della Figc per ottenere la riconferma del suo incarico da parte dell’AIA.
Le indagini si sono avvalse di quattro mesi di intercettazioni telefoniche estremamente mirate, autorizzate dalla giudice Anna Calabi. Queste operazioni sono state tuttavia interrotte quando è emersa l’impossibilità di identificare un misterioso gruppo di persone definite “loro”, menzionate in un dialogo del 2025 tra l’ex fischietto Andrea Gervasoni e lo stesso Rocchi.
Secondo le carte, queste figure ignote avrebbero fatto pressioni nell’aprile di quell’anno per veicolare nomine arbitrali considerate “gradite all’Inter” in vista della finale di Coppa Italia e della volata scudetto, poi vinta dal Napoli.
L’attività istruttoria coinvolge direttamente anche i professionisti legati alla tecnologia in campo. Nei mesi scorsi sono stati interrogati gli arbitri Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, operativi nella Sala Var durante la controversa sfida Inter-Verona del 6 gennaio 2024. Al centro delle verifiche c’era la mancata sanzione per una presunta gomitata del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni. Oltre a giornalisti sportivi e tecnici del tracciamento video, la Procura ha recentemente ascoltato Gervasoni, il quale ha fornito la propria versione dei fatti respingendo le accuse.
Il calendario delle audizioni in Procura è destinato a infittirsi ulteriormente a stretto giro. Salvo cambiamenti di programma, il pm Ascione procederà con la convocazione di Giorgio Schenone, attuale club referee manager dell’Inter, che sarà ascoltato come persona informata sui fatti. Il suo contributo testimoniale potrebbe rivelarsi utile per chiarire le dinamiche relazionali tra le società calcistiche e la classe arbitrale, definendo meglio i contorni di un’inchiesta complessa e in piena evoluzione.
(nella foto il palazzo di giustizia di Milano e da sinistra Gianluca Rocchi, Giorgio Schenone, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo)