

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Da luogo di transito a centro di produzione culturale. La stazione ferroviaria di Lioni, in provincia di Avellino, cambia volto e funzione grazie al progetto “Capolinea Irpinia: arte, memoria e saperi in scena alla stazione di Lioni”.
L’iniziativa restituisce nuova vita agli spazi ferroviari, reinterpretati come punto di incontro e di narrazione collettiva. L’antico scalo diventa così un simbolo rinnovato, capace di raccontare l’identità irpina attraverso linguaggi contemporanei e percorsi artistici.
Cuore del progetto è una mostra collettiva che riunisce numerosi artisti, chiamati a offrire una visione plurale del territorio. Tra i protagonisti Carmine Grasso, Claudio Valentino, Dina Pascucci, Dorotea Virtuoso, Francesco Roselli, Giovanni Losanno, Giuseppe Amoroso De Respinis, Giuseppe Ianiri, Giusy Cozzo, Ines De Leucio, Nicola Guarino, Nicolina Giammarino, Patrizia Luciano e Maria Rachele Branca.
Le opere, allestite anche all’interno di vecchi carri ferroviari riconvertiti, diventano strumenti di riflessione su storia, paesaggio e tradizioni locali, in un dialogo tra passato e presente.
Accanto alla dimensione artistica, spazio anche all’approfondimento culturale con la presentazione del volume di Federico Curci dedicato alla Dieta mediterranea, riconosciuta come patrimonio culturale immateriale.
L’incontro propone una riflessione sul valore sociale e sostenibile di questo modello, evidenziandone il legame con il territorio irpino e le sue tradizioni.
All’apertura partecipano il sindaco Yuri Gioino, l’assessore Maria Antonietta Ruggiero e il presidente della Pro Loco Rossano Ruotolo.
La curatela è affidata a Emanuela Conforti. Tra gli interventi previsti anche quelli dell’architetto Lucie Boissenin e dell’agricoltore Giuseppe Pelullo, oltre a rappresentanti del settore ferroviario.
Il programma si arricchisce inoltre di momenti letterari con reading a cura di Antonietta Gnerre, Emiliano Iandoli, Filomena Marino e Michele Vespasiano.
“Capolinea Irpinia” si configura come un progetto di rigenerazione culturale diffusa, capace di restituire alla stazione una funzione sociale rinnovata.
Non più solo luogo di partenza e arrivo, ma spazio di confronto, creatività e valorizzazione delle identità locali, in cui arte e memoria si intrecciano per rilanciare il territorio.
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