Napoli, mezz’ora di terrore a Bagnoli: la festa di comunione diventa un inferno di botti

Pubblicato da
Gustavo Gentile

Una pioggia di fuochi d’artificio e potenti bombe carta che, per oltre trenta minuti, ha tenuto in ostaggio un intero quartiere. Momenti di forte tensione quelli vissuti ieri sera, intorno alle 22:00, in via Eurialo a Bagnoli, periferia occidentale di Napoli.

Quella che doveva essere la festa per la comunione di un bambino si è trasformata rapidamente in un incubo per i residenti, costretti a barricarsi in casa per proteggersi dalle esplosioni continue sul manto stradale.

Il bilancio e le indagini

Allertate dalle numerose e disperate telefonate degli abitanti della zona, le forze dell’ordine sono giunte sul posto quando i festeggiamenti erano ormai conclusi, trovandosi di fronte ai segni del passaggio dei bombaroli: diverse vetture parcheggiate lungo la via hanno riportato danni visibili alla carrozzeria e ai cristalli.

Gli inquirenti hanno immediatamente fatto partire le indagini per ricostruire la dinamica e identificare i presenti. Al vaglio ci sono le testimonianze raccolte tra i testimoni e, soprattutto, i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, che potrebbero aver ripreso l’intera sequenza dei fatti.

Dai primi accertamenti è emerso che il nucleo familiare organizzatore dell’evento non sarebbe nuovo a situazioni del genere, essendo già finito in passato al centro della cronaca locale per un grave episodio di violenza.

La dura reazione di Borrelli

Sul caso è intervenuto duramente Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha condannato senza mezzi termini l’accaduto: «Siamo di fronte ad una sopraffazione nei confronti della comunità. Trasformare la comunione di un bambino in mezz’ora di terrore per un intero quartiere è un atto di arroganza e prepotenza inaccettabile».

Il parlamentare ha poi rincarato la dose, chiedendo tolleranza zero: «Il fatto che la famiglia coinvolta sia già nota alle forze dell’ordine rende la vicenda ancora più preoccupante. S’identifichino tutti i responsabili senza eccezioni. Chi usa le strade di Napoli come proprio feudo privato deve sapere che non gli sarà permesso di farlo impunemente».

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