

Monica Sarnelli e Cinzia Cordella in Sirene - ph©Pino Miraglia-A6425
Il sipario della stagione 2025/2026 del Teatro Pubblico Campano si appresta a calare con un appuntamento di grande spessore civile e artistico. Mercoledì 22 aprile, alle ore 20.45, il Teatro Italia di Acerra ospiterà l’atto conclusivo del tour di Monica Sarnelli, protagonista del recital «Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci». Lo spettacolo, scritto da Federico Vacalebre per la regia visionaria di Carlo Cerciello, si configura come un vero e proprio manifesto antimisogino che scava nelle radici della canzone napoletana per denunciarne l’anima profondamente patriarcale.
Attraverso un repertorio di quasi trenta brani, Sarnelli rilegge secoli di melodia partenopea dove la donna è stata spesso relegata ai ruoli stereotipati di «moglie, mamma o puttana». La cifra stilistica dello show è un viaggio emotivo che tiene insieme icone come Gilda Mignonette e Teresa De Sio, fino alla provocazione politica: la traduzione in napoletano di «Marea» di Madame, che diventa «Parea», inno all’orgasmo femminile. «Questo spettacolo mi emoziona e mi fa riflettere grazie ai testi di Vacalebre» ha dichiarato l’artista, sottolineando l’importanza della guida di Cerciello nel trovare la giusta chiave di lettura per un’opera che mescola teatro, musica e videoproiezioni.
Sul palco, la Sarnelli non è sola: ad accompagnarla ci sono l’attrice Cinzia Cordella e il «Sirene Ensemble», un quintetto tutto al femminile composto dalla pianista Eunice Petito e da un quartetto d’archi. La scenografia, curata nei minimi dettagli e arricchita dai video artistici di Fabiana Fazio e dal disegno luci di Andrea Iacopino, trasforma il recital in un’esperienza multimediale dove la tradizione incontra l’electro-swing e il rap. Il racconto attraversa le storie di sciantose e cantautrici, mettendo alla berlina il maschilismo insito nei versi di ieri e di oggi, con le partecipazioni virtuali di Enzo Gragnaniello e Peppe Lanzetta.
L’appuntamento di Acerra rappresenta un traguardo significativo per una produzione che ha saputo intercettare la sensibilità del pubblico moderno su temi come il patriarcato e la rivendicazione di genere. «Sono fiduciosa per una nuova programmazione da ottobre, visti gli ottimi riscontri di stampa e botteghino» ha concluso la Sarnelli. Con quest’ultima data, il Teatro Pubblico Campano ribadisce la volontà di proporre una cultura che non sia solo intrattenimento, ma strumento di analisi critica della nostra identità culturale e sociale.