Napoli che si vive
Napoli (quartieri, micro-storie, rituali quotidiani, suoni, odori, memoria collettiva)


Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Camillo Tutini (1594–1666) è stato uno dei più importanti storici italiani del XVII secolo, noto soprattutto per i suoi studi sulla storia e sulle istituzioni della città di Napoli e del Regno di Napoli durante l’età moderna. Sacerdote cattolico, antiquario e intellettuale colto, Tutini nacque in una famiglia di origini cilentane ma di modeste condizioni economiche e trascorse gran parte della sua vita cercando di conciliare la vocazione ecclesiastica con la passione per la storia e l’erudizione.
La sua figura emerge non solo come quella di uno storico, ma anche come quella di un personaggio coinvolto nelle grandi tensioni politiche e sociali del suo tempo, in particolare nei momenti drammatici della rivolta napoletana del 1647 e della successiva Repubblica Napoletana.
Camillo Tutini nacque a Napoli nel 1594, figlio di Angela Salerno, in una famiglia che, benché un tempo con radici nobili, versava in difficoltà economiche all’epoca della sua nascita. Cresciuto nella vivace Napoli del Seicento, Tutini entrò giovanissimo nella Certosa di San Martino, un importante centro culturale dove ricevette una formazione religiosa e umanistica approfondita prima di essere ordinato sacerdote.
Negli anni ’30 del Seicento iniziò a farsi conoscere come studioso e letterato, entrando in contatto con figure di rilievo della cultura italiana dell’epoca e stringendo relazioni con eruditi come Ferdinando Ughelli, Bartolomeo Chioccarello e altri intellettuali napoletani. Appassionato di storia, Tutini dedicò grande parte della sua attività alla ricerca documentaria negli archivi e nelle biblioteche cittadine.
Un aspetto fondamentale nella vita di Camillo Tutini fu il suo coinvolgimento, almeno intellettuale e culturale, nei moti rivoluzionari del 1647, quando la città di Napoli insorse contro il dominio spagnolo sotto la guida di Masaniello. Sostenitore di alcune idee repubblicane e legato a figure come Matteo Cristiano, egli fu accusato di simpatie anticonformiste dal regime spagnolo, tanto da essere dichiarato “reo di stato”. Per sfuggire all’arresto, si rifugiò a Roma sotto la protezione di personalità influenti come il cardinale Francesco Maria Brancaccio e il connestabile Lorenzo Onofrio Colonna.
A Roma continuò a dedicarsi alle ricerche storiche e a perfezionare i suoi studi grazie all’accesso a importanti biblioteche e archivi, pur vivendo spesso in condizioni economiche difficili. Morì nel 1666 nell’Ospedale di Santo Spirito, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita tra studio e povertà.
La produzione letteraria e storiografica di Camillo Tutini è ampia e variegata, toccando temi religiosi, storici, istituzionali e culturali. Le sue opere costituiscono importanti fonti per gli studi sulla Napoli del Seicento e sul contesto sociale, politico e culturale dell’Italia meridionale del tempo.
Questa è l’opera più celebre di Tutini, in cui analizza le istituzioni dei Seggi (o Sedili) di Napoli, antiche divisioni amministrative e politiche basate sui quartieri cittadini, e la loro evoluzione storica. L’opera è articolata in più sezioni e fornisce anche informazioni sulle famiglie nobili, la loro influenza e la separazione tra nobiltà e popolo nella città. Questo studio è considerato fondamentale per comprendere non solo la struttura sociale e politica della Napoli del Seicento, ma anche in che modo queste istituzioni influenzarono le dinamiche rivoluzionarie dell’epoca.
Oltre alle opere istituzionali, Tutini scrisse testi di carattere agiografico e storico‑religioso, tra cui:
Napoli (quartieri, micro-storie, rituali quotidiani, suoni, odori, memoria collettiva)
Proposte di format e rubriche per approfondire aspetti meno noti di Napoli e Campania, da raccontare con linguaggi originali e innovativi
Proposte di format e rubriche editoriali per raccontare Napoli e la Campania in modo innovativo e non convenzionale
Le pratiche e i rituali quotidiani napoletani meno noti, che tracciano un’identità culturale profonda e poco raccontata
Raccontare le tradizioni e i riti meno noti di Napoli, con particolare attenzione ai gesti quotidiani carichi di significato