

Antonio Zappi
Si chiude con il “fischio finale” del Collegio di Garanzia presso il CONI la vicenda che ha visto protagonista Antonio Zappi. L’organo di terzo grado ha respinto il ricorso presentato dal Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, confermando l’inibizione di 13 mesi già inflitta dal Tribunale Federale Nazionale e dalla Corte Federale d’Appello.
Al centro del procedimento, le contestazioni relative alle pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D per favorire l’inserimento di figure di coordinamento specifiche.
Con la conferma della sanzione, si è attivata la decadenza automatica di Zappi dalla carica di Presidente. Questo scenario proietta l’AIA verso un probabile commissariamento da parte della FIGC. Una scelta, quest’ultima, che appare necessaria per garantire la continuità operativa e la serenità del comparto, già scosso dalle recenti cronache giudiziarie che hanno portato all’autosospensione del designatore Gianluca Rocchi.
Il Presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, pur operando in regime di ordinaria amministrazione in vista delle elezioni di giugno, dispone delle facoltà necessarie per avviare la gestione straordinaria dell’Associazione.
All’uscita dall’udienza, Antonio Zappi ha espresso profonda amarezza per l’esito del giudizio, ribadendo la convinzione di aver agito nel rispetto dell’autonomia tecnica dell’AIA. “Valuteremo le motivazioni della sentenza per verificare eventuali margini di impugnabilità e agire in sede risarcitoria”, ha dichiarato l’ex Presidente.
Zappi ha poi sottolineato il peso umano della vicenda: “Sentirmi descrivere come sleale è una ferita profonda. Tredici mesi di inibizione rappresentano una sanzione estremamente severa per il sistema federale, che percepisco come sproporzionata rispetto ai valori che ho sempre cercato di rappresentare”.
L’udienza odierna è stata caratterizzata da un serrato confronto legale. La difesa di Zappi, rappresentata dall’avvocato Sergio Santoro, aveva inizialmente richiesto un rinvio, ipotizzando una connessione con filoni d’indagine della Procura di Milano. L’istanza è stata tuttavia respinta dal Collegio dopo una breve camera di consiglio. Decisiva la posizione della FIGC, esposta dal legale Giancarlo Viglione, che ha evidenziato l’assenza di una correlazione diretta tra i procedimenti e l’urgenza di superare lo stato di incertezza istituzionale che gravava sull’AIA. Dopo circa due ore di discussione, la sentenza ha messo il punto finale a un contenzioso durato oltre un anno.