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Napoli – Giovedì, 26 marzo 2026. Il Consiglio regionale della Campania, sotto la presidenza di Massimiliano Manfredi, ha segnato un punto decisivo nella programmazione economica per i prossimi anni. L’Assemblea ha infatti approvato il Bilancio di previsione finanziario 2026-2028, un documento che sancisce l’assetto organizzativo e l’indipendenza contabile del legislativo regionale.
A illustrare la manovra in Aula è stato il questore alle Finanze, Giovanni Porcelli (gruppo “A Testa Alta”). Il bilancio prevede uno stanziamento complessivo di 50 milioni e 675 mila euro.
“Questo documento è l’espressione diretta dell’autonomia contabile, amministrativa e organizzativa della nostra Assemblea”, ha dichiarato Porcelli durante il suo intervento. Il testo è approdato in Aula con una solida base di consensi tecnici e politici, avendo già incassato il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti e il voto unanime dell’Ufficio di Presidenza e della Commissione Bilancio. Al momento del voto finale, la minoranza ha scelto la linea dell’astensione.
Oltre ai conti interni, l’attenzione del Consiglio si è spostata sulla Legge di Stabilità 2026, con importanti novità per il portafoglio dei cittadini campani. Il consigliere del PD Corrado Matera ha presentato una serie di misure volte a trasformare il rapporto tra fisco e contribuente, puntando sulla prevenzione piuttosto che sulla punizione immediata.
La principale novità è l’introduzione delle comunicazioni preventive, o “avvisi bonari”. Grazie all’articolo 1 della legge, la Regione potrà segnalare anomalie, errori o mancati pagamenti prima di far scattare l’accertamento vero e proprio. L’obiettivo è favorire la regolarizzazione spontanea, permettendo ai cittadini di sanare la propria posizione senza affrontare i costi e le tensioni di un contenzioso formale.
Il pacchetto di riforme tocca da vicino anche la tassa automobilistica. Il nuovo sistema sanzionatorio regionale viene allineato ai principi nazionali di proporzionalità, colpevolezza e “favor rei” (l’applicazione della norma più favorevole al contribuente).
Tuttavia, sul fronte della riscossione, le procedure diventano più snelle. In caso di omesso, insufficiente o ritardato pagamento del bollo auto, la Regione potrà procedere direttamente all’iscrizione a ruolo degli importi (tassa, sanzioni e interessi) senza necessità di una preventiva contestazione formale.
L’accertamento si baserà sull’incrocio dei dati ufficiali del Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e dell’Archivio Nazionale Veicoli (ANV) della Motorizzazione Civile. Una semplificazione burocratica che punta a una maggiore efficienza nel recupero dei tributi non versati.
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