

I post per Armando Lupoli
Arzano – È soprattutto sui social network che si misura in queste ore il clima di tensione che attraversa Arzano dopo l’omicidio di Armando Lupoli, ucciso nel tardo pomeriggio di sabato in un agguato di chiaro stampo criminale.
Amici e familiari della vittima stanno ricordando Lupoli con decine di messaggi e foto pubblicate online. Tra i post, però, non mancano frasi cariche di rabbia e riferimenti espliciti alla vendetta. Parole che hanno immediatamente attirato l’attenzione degli investigatori.
Proprio per questo motivo diversi profili social sono ora monitorati dalle forze dell’ordine, nel timore che il delitto possa generare nuove tensioni o ritorsioni negli ambienti criminali dell’area nord di Napoli.
Intanto proseguono senza sosta le indagini dei carabinieri. Gli investigatori dell’Arma delle compagnie di Casoria, Castello di Cisterna, Casavatore e Arzano stanno ricostruendo ogni dettaglio dell’agguato e non escludono alcuna pista.
Secondo una prima ricostruzione, Lupoli sarebbe stato pedinato per ore prima di essere raggiunto dai killer.
L’omicidio è avvenuto in via Mazzini, dove i sicari hanno aperto il fuoco mentre l’uomo si trovava in auto insieme alla moglie.
Sono stati esplosi cinque colpi di pistola, che hanno raggiunto Lupoli al volto e al torace. La donna, seduta accanto a lui, è rimasta miracolosamente illesa nonostante la pioggia di proiettili.
Dopo aver superato lo choc iniziale è stata ascoltata a lungo dagli investigatori, ma non avrebbe fornito elementi utili per identificare i responsabili dell’agguato.
Secondo quanto emerso dalle prime verifiche, Lupoli non sarebbe morto immediatamente dopo essere stato colpito.
Ferito, avrebbe tentato una disperata fuga accelerando l’auto per allontanarsi dai sicari. La corsa però si è conclusa poco dopo: il veicolo ha tamponato alcune auto in sosta prima di schiantarsi contro un cancello e un palo della luce, punto in cui l’uomo è morto.
Gli investigatori ritengono probabile che Lupoli sia stato attirato in una vera e propria trappola. Le ogive rinvenute sul posto sono state trovate nel raggio di pochi metri, segno che i colpi sarebbero stati esplosi a distanza ravvicinata e in rapida successione.
Il fatto che la moglie non sia stata colpita rafforzerebbe l’ipotesi di un agguato mirato, con Lupoli come unico obiettivo dei sicari.
Sul luogo dell’agguato, secondo alcune segnalazioni, sarebbero stati notati anche pregiudicati ritenuti vicini ai clan Ferone e Amato-Pagano, attivi tra Arzano e Casavatore.
I recenti fatti di cronaca dimostrano come gli equilibri della camorra nell’area nord di Napoli siano sempre più instabili. Dopo gli arresti eccellenti dello scorso anno che hanno colpito i vertici del gruppo Amato, il controllo del territorio sarebbe progressivamente passato a uomini e affiliati vicini al boss Cesare Pagano, tornati in libertà negli ultimi anni.
A Casavatore, dopo l’arresto del presunto reggente Salvatore Ferone, il controllo del territorio sarebbe passato nelle mani di un uomo ritenuto vicino ai Pagano.
Nel frattempo restano attive diverse piazze di spaccio considerate tra le principali fonti di guadagno dei gruppi criminali locali: non solo in piazza 30 Luglio, ma anche in via Palizzi, la strada in cui risiedeva la vittima.