

Nell’immagine, un riferimento ai fatti narrati.
Quest’anno la Candelora di Montevergine si è vissuta a distanza. Il santuario di Mercogliano, meta simbolica della tradizionale “juta dei femminielli” e punto di riferimento per tanti fedeli, in particolare della comunità Lgbtq+, è rimasto chiuso a causa di una frana che dallo scorso 25 novembre ha compromesso la viabilità dell’area, rendendo impossibile garantire condizioni di sicurezza per l’afflusso dei pellegrini.
L’abbazia che custodisce l’immagine di “Mamma Schiavona” non ha potuto accogliere le migliaia di persone che ogni 2 febbraio raggiungono il santuario per la festa della Presentazione del Signore. La comunità monastica guidata dall’abate Riccardo Luca Guariglia ha comunque celebrato la liturgia all’interno del complesso, scegliendo di trasmettere il rito in diretta streaming attraverso la pagina Facebook ufficiale del santuario, con la diffusione anche su emittenti televisive locali.
Al termine della celebrazione, durante il canto del Regina Coeli, l’abate ha rivolto un pensiero ai pellegrini impossibilitati a salire a Montevergine, affidandoli alla protezione della Madonna e ringraziando per la vicinanza e la partecipazione, seppur a distanza. Un segnale di continuità spirituale in un anno segnato dall’assenza fisica di una delle manifestazioni religiose e popolari più sentite del Sud.
La comunità monastica ha già fatto sapere che, non appena il santuario potrà riaprire in sicurezza, sarà organizzata una celebrazione dedicata proprio ai pellegrini legati alla tradizione della Candelora, per mantenere vivo nel tempo un appuntamento che unisce fede, identità e accoglienza.