

Nella foto il carcere di Poggioreale
Napoli – Un’aggressione violenta che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia si è verificata all’interno del carcere napoletano di Poggioreale, dove un agente della polizia penitenziaria e un detenuto sono rimasti feriti durante un attacco sferrato da un altro recluso già segnalato più volte per problemi disciplinari.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari campani, mentre dal mondo istituzionale arrivano messaggi di vicinanza e richieste di interventi concreti.
Secondo quanto reso noto, l’ispettore Carmine Nunziata, coordinatore del Reparto Roma della casa circondariale, è stato aggredito da un detenuto con precedenti segnalazioni per cattiva condotta.
Durante i momenti più concitati dell’attacco è intervenuto un altro recluso, Michele Serpico, che si è frapposto tra l’aggressore e l’agente nel tentativo di fermarne la furia. Nel corso della colluttazione anche lui è rimasto ferito.
L’intervento del detenuto avrebbe evitato conseguenze ben più gravi, consentendo di contenere la situazione prima che degenerasse ulteriormente.
A esprimere vicinanza all’ispettore ferito è stato il presidente del Consiglio regionale della Campania, Manfredi, che ha parlato di «un evento che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia», sottolineando la necessità di una riflessione profonda sulle condizioni di sicurezza nelle carceri.
Il presidente ha inoltre rivolto un riconoscimento pubblico al detenuto intervenuto in difesa dell’agente, definendo il suo gesto un esempio di umanità capace di emergere anche nei contesti più difficili.
Nel suo messaggio, Manfredi ha evidenziato come episodi simili non debbano più verificarsi, ribadendo che il lavoro degli operatori penitenziari non può dipendere dal caso o dall’eroismo individuale.
Auguri di pronta guarigione sono stati rivolti sia all’ispettore Nunziata sia al detenuto Serpico, accompagnati da un ringraziamento per l’abnegazione dimostrata dal primo nello svolgimento del proprio servizio e per il coraggio mostrato dal secondo nell’intervenire per fermare l’aggressione.