Calcio

Petardo contro Audero a Cremona: arrestato tifoso dell’Inter

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perso tre dita ed è pronto l’arresto. Multa all’Inter e rischio chiusura della Curva Nord
Un gesto insensato ha macchiato Cremonese-Inter e acceso l’allarme sicurezza negli stadi.

Il petardo lanciato dalla curva nerazzurra ha ferito Emil Audero e portato all’identificazione del tifoso responsabile, rimasto a sua volta gravemente mutilato. Ora arrivano le sanzioni: multa al club e possibili provvedimenti pesanti contro il tifo organizzato.

Il boato e la paura

Un’esplosione secca, violenta, improvvisa. Il rumore squarcia l’aria dello stadio Zini all’inizio del secondo tempo, quando la partita sembra ormai avviata verso un esito prevedibile. Dal fumo denso emerge la sagoma gialla di Emil Audero, distesa a terra come colpita da un proiettile. Non è un impatto diretto, ma l’onda d’urto di un petardo lanciato dal settore occupato dai tifosi dell’Inter.

Il portiere della Cremonese si tocca l’orecchio destro, stordito. Intorno cala un silenzio irreale, carico di panico. Compagni e avversari accorrono: Dimarco, Lautaro, Baschirotto.

Anche Cristian Chivu si avvicina, per sincerarsi delle condizioni di Audero e provare a placare la curva. Scene che ricordano quanto fragile possa diventare l’equilibrio di una partita quando entra in gioco la violenza.

Audero stringe i denti

Per qualche istante aleggia il timore più grande: partita sospesa, risultato ribaltato a tavolino, polemiche infinite. Invece Audero si rialza. Ha una ferita a una coscia, l’orecchio che continua a rimbombare, ma non prende nemmeno in considerazione l’idea di uscire. Vuole continuare. E continuerà fino al fischio finale.

Una scelta che va oltre il suo recente passato nerazzurro — quattro presenze nello scudetto della seconda stella — e che parla di stile e carattere. Un gesto che richiama altri episodi simili, come quello di Edoardo Bove, colpito anni fa da una bottiglietta nel derby romano: la stessa compostezza, la stessa dignità. La classe, anche fuori dal pallone, non è mai casuale.

Il responsabile “beccato”

Di segno opposto la prova di umanità del tifoso che ha lanciato il petardo. Le forze dell’ordine lo hanno rapidamente individuato: nel maneggiare un secondo ordigno, l’uomo ha perso tre dita della mano ed è stato ricoverato in ospedale. Per lui scatterà l’arresto.

La giornata, però, non si è chiusa con il triplice fischio. In serata, alla stazione di Cremona, si sono registrati momenti di forte tensione tra ultras e polizia: persone sui binari per sfuggire alla calca, paura tra i viaggiatori estranei alla partita e una coda di disordine che prolunga una domenica già amara.

Le conseguenze sportive

Sul piano sportivo, l’Inter evita il peggio proprio grazie alla decisione di Audero di restare in campo. Non essendoci stata un’incidenza diretta sullo svolgimento della gara, il risultato di 0-2 sarà regolarmente omologato.

Le sanzioni, però, non mancheranno. Il club nerazzurro dovrà pagare una multa significativa in base al principio della responsabilità oggettiva. Ancora più pesante potrebbe essere il conto per la tifoseria organizzata: oltre al blocco delle trasferte, già applicato in altri casi, sul tavolo c’è anche l’ipotesi della chiusura della Curva Nord di San Siro per una o più partite.
Un prezzo alto per un gesto che con il calcio non ha nulla a che fare.

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Fonte REDAZIONE
Federica Annunziata

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Federica Annunziata