Cronaca di Napoli

Ponticelli, omicidio di Ylenia Musella: il fratello Giuseppe ricercato è legato al clan Casella

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Ylenia Musella aveva solo 22 anni. Viveva  nel popoloso parco Conocal di Ponticelli insieme al fratello Giuseppe, di tre anni più grande, in un’abitazione che da tempo aveva perso ogni riferimento genitoriale.

La madre e il patrigno, infatti, sono entrambi detenuti: l’uomo è ritenuto un elemento di spicco del clan Casella-Circone, storico sodalizio camorristico attivo nella zona orientale della città. Il padre è  Ciro Musella detto Ciro Ciro.

Un vuoto affettivo che, secondo quanto sta emergendo dalle indagini, avrebbe contribuito a creare un clima di convivenza difficile, segnato da contrasti continui e rapporti logorati. È proprio all’interno di questo nucleo familiare fragile e disfunzionale che gli investigatori collocano la maturazione dell’omicidio.

Il fratello irreperibile e i precedenti con la camorra

Dopo il delitto, Giuseppe Musella si è reso irreperibile ed è attivamente ricercato dalla Polizia. Un dettaglio che pesa come un macigno, anche alla luce del suo passato giudiziario.

Il giovane, infatti, era già stato arrestato il 9 aprile 2024 nell’ambito di una vasta operazione antimafia condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
Insieme a due complici, Giuseppe Musella era stato accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, rapina, lesioni personali, porto abusivo d’arma e detenzione di stupefacenti, reati commessi nel nome e per conto del clan Casella, alleato dei De Luca Bossa sotto l’ombrello dell’Alleanza di Secondigliano.

In manette finirono Giuseppe Musella detto il “figlio di Ciro Ciro”; Emanuele Russo, 25enne soprannominato “Folletto”; Daniele Frassanito, 18enne detto “’o creaturo” e “faccia d’angelo”.

La spedizione punitiva e la violenza davanti ai bambini

Le indagini, coordinate dalla Dda e condotte dai carabinieri della tenenza di Cercola, presero avvio dalla denuncia di un 45enne di Ponticelli. L’uomo si presentò in caserma con il volto tumefatto e sanguinante, dopo essere stato vittima di una brutale aggressione.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tre giovani si erano presentati a casa sua per costringerlo a spacciare hashish per conto del clan. Di fronte al rifiuto, le minacce erano rapidamente degenerate in violenza: la vittima fu picchiata selvaggiamente davanti alla moglie e ai figli minorenni, in quello che gli inquirenti definiscono un vero e proprio inferno domestico. La camorra che rende normale l’anormale.

I “nuovi Casella” e il controllo del territorio

Giuseppe Musella è ritenuto vicino ai cosiddetti “nuovi Casella”, la nuova generazione del clan che ha preso il posto della vecchia guardia decimata da arresti e inchieste. A Ponticelli, soprattutto nella zona del “grattacielo” di via Luigi Franciosa, il clan controlla ogni movimento dello spaccio, imponendo regole ferree e nessuna mediazione.

Il sodalizio è inserito in un cartello criminale con De Luca Bossa e Minichini, mentre sul fronte opposto si registrano nuove alleanze e un ricambio generazionale che ha riacceso lo scontro tra paranze. Una guerra silenziosa ma costante, combattuta anche attraverso giovanissimi pronti a tutto per affermarsi.

Un delitto che nasce in famiglia

È in questo intreccio di violenza, criminalità organizzata e degrado familiare che prende forma la tragedia di Ylenia Musella. Una giovane donna cresciuta in una casa segnata dalla detenzione dei genitori, costretta a convivere con un fratello già immerso in dinamiche camorristiche e, secondo gli inquirenti, con rapporti sempre più tesi.

L’omicidio, oggi, appare come l’epilogo drammatico di una storia che affonda le radici ben prima del giorno del delitto. Una storia di sangue, silenzi e camorra, consumata tra le mura di casa.

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Fonte REDAZIONE
Giuseppe Del Gaudio

Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"

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Giuseppe Del Gaudio