Napoli – Il silenzio che segue il fragore delle serrande che si abbassano bruscamente non è quello della solita movida che sfuma all’alba. È il segno tangibile di una stretta senza precedenti che sta interessando Napoli e la sua provincia. L’obiettivo è chiaro: ristabilire l’ordine laddove il divertimento notturno rischia di scivolare nell’illegalità diffusa.
L’Assedio ai Decumani
L’ultimo atto di questa strategia di controllo si è consumato tra le pietre millenarie dei Decumani. Non è stato un normale pattugliamento, ma un’operazione chirurgica coordinata dalla Questura. Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e ispettori dell’ASL NA1 si sono mossi all’unisono, trasformando il centro storico in un reticolo di posti di blocco e ispezioni a tappeto.
Il bilancio parla di un’attività frenetica: decine di persone identificate e attività commerciali passate al setaccio sotto la luce delle torce e dei verbali.
Le irregolarità
Al termine delle verifiche, tre locali sono stati costretti alla chiusura immediata. Le serrande abbassate raccontano una cronaca di inadempienze gravi e stratificate. Non si è trattato solo di semplici sviste burocratiche, ma di un campionario di irregolarità che minano la sicurezza di avventori e lavoratori:
Sicurezza e Lavoro: Trovati lavoratori “in nero”, totale assenza di estintori e mancanza di segnaletica d’emergenza.
Igiene e Salute: Scarse condizioni igienico-sanitarie e assenza della SCIA alimentare, requisiti minimi per la somministrazione di cibi e bevande.
Regole della Notte: Violazioni sull’impatto acustico e vendita di alcolici oltre l’orario consentito, sfida diretta alle ordinanze comunali.
Tolleranza Zero e Multe Salate
Il conto presentato ai titolari è salatissimo: oltre 15.000 euro di sanzioni amministrative. Ma il messaggio che arriva dai vertici delle forze dell’ordine va oltre la cifra economica. Quello dei Decumani è solo un tassello di un mosaico più ampio che vede Napoli e la provincia sotto una lente d’ingrandimento costante.
La “stretta” non è un episodio isolato, ma una risposta strutturata alla richiesta di sicurezza dei residenti e alla necessità di tutelare quegli imprenditori che operano nel rispetto delle regole. La movida partenopea resta accesa, ma da oggi è decisamente più sorvegliata.
Fonte REDAZIONE





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