

Una fase del processo
Napoli – Si è concluso con una sentenza di assoluzione il processo di primo grado celebrato dinanzi al Tribunale Militare di Napoli nei confronti di due alti ufficiali del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, imputati a vario titolo per peculato militare.
Alla sbarra l’Ammiraglio Ispettore Capo Nunzio Martello, in congedo, e il Capitano di Vascello Sergio Lo Presti.
Martello era chiamato a rispondere di peculato militare in concorso e continuato, in relazione all’asserito utilizzo improprio di alcuni velivoli del Corpo delle Capitanerie di Porto e di autovetture militari.
A Lo Presti veniva invece contestato il reato di peculato militare aggravato in concorso. Secondo l’accusa, l’ufficiale – che all’epoca rivestiva interinalmente il potere decisionale sulla pianificazione dei voli e sull’impiego dei velivoli – avrebbe rappresentato falsamente la sussistenza di esigenze istituzionali, autorizzando trasferimenti aerei e terrestri dell’Ammiraglio Martello tra l’aeroporto militare di Pratica di Mare, Catania Fontanarossa e il domicilio privato, con condotte reiterate nel tempo.
Il collegio giudicante, presieduto dal dott. Filippo Verrone, presidente della Prima Sezione del Tribunale Militare di Napoli, con i giudici a latere dott.ssa Alba Francesca Zoppoli e il Generale di Corpo d’Armata Angelo Michele Ristuccia, al termine della requisitoria del Pubblico Ministero dott. Alfredo Tammaro, ha pronunciato sentenza di assoluzione per entrambi gli imputati perché il fatto non sussiste.
Il procedimento aveva preso avvio nel marzo 2025.
Nel corso del dibattimento sono intervenuti gli avvocati Attilio Floresta, difensore dell’Ammiraglio Martello, e Michela Scafetta, difensore del Capitano di Vascello Lo Presti, che hanno sostenuto l’insussistenza delle condotte contestate.
La pronuncia si inserisce nel solco della funzione propria della giurisdizione militare, chiamata a garantire il rispetto dei principi di disciplina, lealtà e integrità che fondano il servizio armato e che, ove violati, incidono direttamente sull’immagine e sulla credibilità delle istituzioni dello Stato.
Il Tribunale Militare di Napoli e la relativa Procura esercitano la propria competenza sui reati militari commessi nelle regioni Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.