

Nell'immagine, un dettaglio legato alla vicenda.
Il Napoli parte forte, segna, controlla e sembra avere la partita in mano. Poi, come troppo spesso accade, si perde nei dettagli, nelle decisioni arbitrali e soprattutto nella gestione dei momenti chiave. A Bergamo finisce 2-1 per l’Atalanta, che ribalta nella ripresa il vantaggio iniziale degli azzurri e porta a casa tre punti pesantissimi.
La gara si apre con il Napoli padrone del possesso e subito aggressivo. Al 18’ arriva il meritato vantaggio: punizione di Gutierrez e stacco imperioso di Beukema che batte Carnesecchi. Gli azzurri sfiorano più volte il raddoppio, trovano anche il gol con Alisson Santos, annullato per fuorigioco, e protestano furiosamente per un rigore prima assegnato e poi revocato dopo l’intervento del Var su un contatto tra Hojlund e Hien. Un episodio che cambia l’inerzia emotiva del match e accompagna il Napoli all’intervallo sull’1-0, ma con più di un rimpianto.
Nella ripresa l’Atalanta cambia volto. Palladino inserisce uomini freschi e alza il ritmo, mentre il Napoli arretra e perde lucidità. Al 61’ arriva il pareggio: calcio d’angolo e colpo di testa vincente di Pasalic, lasciato colpevolmente solo. Il Napoli accusa il colpo, prova a reagire con i cambi ma concede campo e fiducia ai nerazzurri. All’81’ arriva la sentenza definitiva: cross dalla destra e incornata precisa di Samardzic che firma il 2-1 e completa la rimonta.
Nel finale gli azzurri tentano il tutto per tutto, ma senza vera convinzione. I quattro minuti di recupero scorrono tra confusione e nervosismo, senza creare reali pericoli. Finisce con l’Atalanta in festa e con un Napoli che esce dal campo con la sensazione di aver buttato via una partita che aveva saputo indirizzare, ma non chiudere.