

Gli omaggio per Domenico all'ingresso del Monaldi
Napoli — Proseguono anche oggi, domenica 22 febbraio, gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità sulla morte del piccolo Domenico, il bambino deceduto ieri all’ospedale Monaldi. I militari sono tornati in mattinata nel presidio partenopeo nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli.
Il fascicolo, affidato all’aggiunto Ricci e al sostituto Tittaferrante, ipotizza responsabilità sanitarie nella gestione clinica del bambino, al quale due mesi fa era stato trapiantato un cuore già danneggiato.
Nella giornata di ieri sono stati notificati avvisi di garanzia a sei operatori sanitari coinvolti nelle cure, con contestuale sequestro dei telefoni cellulari per acquisire elementi utili alla ricostruzione delle decisioni terapeutiche e dei protocolli seguiti nelle fasi post-operatorie.
Intanto, all’esterno del Monaldi, continua il pellegrinaggio spontaneo di cittadini comuni. Coppie di giovani, famiglie con bambini, passanti e ciclisti si fermano in silenzio davanti all’ingresso per lasciare un segno di vicinanza.
Fiori, pupazzi di peluche e palloncini colorati — tra cui uno blu con la scritta «Domenico, perdonaci» — si accumulano ai cancelli dell’ospedale. C’è chi si raccoglie in preghiera, chi scuote il capo incredulo, chi non riesce a trattenere le lacrime.
In una domenica insolitamente calda e luminosa, il piazzale dell’ospedale è avvolto da un silenzio sospeso, rotto soltanto dalle auto del personale sanitario che entra in servizio.
È l’immagine composta e commossa di una città che si stringe attorno alla vicenda del piccolo Domenico, mentre la magistratura prova a chiarire cause e responsabilità di una morte che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.