Napoli– Il silenzio di Nola è stato rotto ieri sera dal sommesso arrivo delle istituzioni. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è recato personalmente presso l’abitazione dei genitori di Domenico, il bambino scomparso tragicamente sabato mattina all’ospedale Monaldi.
Un incontro privato, durato lo spazio di un cordoglio sincero, per testimoniare che la città e lo Stato non intendono lasciare sola una famiglia devastata dal “dolore più difficile da comprendere”.
La vicinanza dello Stato
«Le parole non bastano, ma la presenza delle istituzioni vuole essere un segno concreto di partecipazione», ha dichiarato il Prefetto al termine del colloquio con la madre e il padre del piccolo. Di Bari ha voluto sottolineare la doverosità di un gesto che va oltre il protocollo, definendo la perdita di un figlio come un vuoto che interroga l’intera comunità. Una visita che ha cercato di portare un barlume di conforto in un momento in cui l’oscurità del lutto appare impenetrabile.
Un volto contro l’oblio: la proposta di Zak Whm
Parallelamente al percorso del lutto, si muove quello della memoria. È nata infatti l’idea di dedicare a Domenico un murale, un’opera di street art che possa cristallizzare il suo ricordo. La proposta è stata lanciata dal deputato Francesco Emilio Borrelli (Avs), che ha già trovato una sponda nel sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
A dare forma a questo ricordo sarà Zak Whm, lo street artist milanese già noto per aver realizzato il commovente volto di Giulia Tramontano a Senago. L’artista ha inviato una lettera aperta a mamma Patrizia: «Un murale non restituirà un abbraccio, ma può diventare un luogo dove chi passa sente che Domenico è stato luce». La madre ha dato il suo consenso, vedendo nell’arte un modo per far continuare a vivere l’amore per il figlio.
La collocazione dell’opera
Il dibattito ora si sposta sulla localizzazione del murale. L’obiettivo primario, come spiegato da Borrelli, è quello di ottenere l’autorizzazione dalla direzione del Monaldi per realizzare l’opera all’interno del perimetro ospedaliero, nel luogo dove il piccolo ha esalato l’ultimo respiro.
«In alternativa — ha precisato il deputato — chiederemo al Comune uno spazio limitrofo. Ricordare Domenico attraverso l’arte è un atto di bellezza necessario per una città che non vuole dimenticare».
Fonte REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti