Sorvolava il carcere con un drone carico di telefoni cellulari, pronto a farli arrivare all’interno della struttura penitenziaria. Il piano è però saltato quando i carabinieri hanno intercettato il velivolo e individuato a terra l’uomo ritenuto responsabile del tentativo. È successo a San Gimignano, nei pressi della casa di reclusione di Ranza, dove un quarantanovenne originario del Salernitano è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Siena.
L’intervento è scattato nella tarda serata di lunedì, dopo la segnalazione di un drone che volava a bassa quota sopra il perimetro del carcere. I militari della stazione locale, insieme al Nucleo operativo e radiomobile, hanno avviato le ricerche nella zona circostante, riuscendo a individuare un’auto sospetta parcheggiata non lontano dalla struttura. A bordo c’era l’uomo poi denunciato.
La perquisizione del veicolo ha fatto emergere quello che gli investigatori hanno definito un vero e proprio kit per rifornimenti illeciti dall’alto. Sono stati trovati un drone professionale con radiocomando, un sistema di sgancio a distanza e cinque dispositivi telefonici, quattro smartphone e un microtelefono, già pronti per essere recapitati. Nel bagagliaio c’erano anche due bobine di filo da pesca, utilizzate per assicurare il carico durante il volo e calarlo con precisione.
Tutto il materiale è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i telefoni erano destinati ai detenuti del penitenziario, dove l’introduzione di dispositivi di comunicazione rappresenta un grave rischio per la sicurezza e l’ordine interno. Le indagini proseguono per chiarire eventuali complicità e verificare a chi fosse diretto il “pacco volante”.
Fonte REDAZIONE





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