

Como si prepara alla sfida di Champions contro il Napoli, Fabregas elogia Allegri e Conte
La notte del Maradona entra nella storia del Como, ma Cesc Fabregas evita che l’euforia prenda il sopravvento. Dopo la qualificazione in semifinale di Coppa Italia conquistata ai rigori contro il Napoli, l’allenatore spagnolo celebra l’impresa e allo stesso tempo riporta subito l’attenzione sugli obiettivi imminenti. «È un traguardo storico per il Como e un momento molto bello», ha dichiarato, senza però perdere di vista il calendario. «Ora ci aspetta una partita molto importante sabato. Sarà dura per i ragazzi mettere da parte l’adrenalina, ma dobbiamo tenere l’euforia per il finale di stagione. Bisogna lavorare ancora a testa bassa».
Fabregas analizza la gara con lucidità, riconoscendo pregi e limiti della sua squadra. «Nel primo tempo abbiamo fatto abbastanza bene. Nel secondo, invece, ci sono state diverse cose da migliorare», ha spiegato, sottolineando come la strategia fosse studiata anche in base alla qualità dell’avversario. «Non siamo venuti qui, però, solo a difendere, anche se abbiamo fatto una partita un po’ diversa. Non abbiamo pressato alto come al solito, perché queste grandi squadre riescono ad infilarti».
Decisiva, oltre alla tenuta tattica, la gestione emotiva della lunghissima serie di rigori. «Prima ho ringraziato i ragazzi per avermi fatto vivere questa serata. Siamo una squadra giovane e ho ripetuto loro di crederci e di godersi questi minuti», ha raccontato il tecnico. Un dettaglio non secondario, secondo Fabregas, è stato l’ordine dei tiri: «Abbiamo avuto la fortuna di calciare per primi e questo aiuta sempre».
Tra gli episodi chiave anche il rischio corso con Ramon, vicino all’espulsione. «Temevo il secondo giallo. È un giocatore di vent’anni un po’ inesperto. Sta facendo bene, ma alcuni ragionamenti gli mancano ancora», ha ammesso l’allenatore, che poi ha aggiunto con realismo: «Se in questo tipo di partita rimani in dieci le cose si fanno difficili». Parole che raccontano bene lo spirito di un Como capace di sognare in grande, ma guidato da un tecnico che non smette di costruire, passo dopo passo.
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