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Droga a Casoria, il Pm chiede il carcere ma il Gip lo scarcera: divieto di dimora per 63enne

Domenico Chianese fermato dai carabinieri con cocaina, hashish e marijuana: in udienza ammette e chiede scusa. La Procura sollecita la custodia in cella, il giudice applica il divieto di dimora nel comune e dispone l’immediata liberazione (se non detenuto per altra causa).
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Casoria – Il Pm aveva chiesto la custodia in carcere, ma il Gip del Tribunale di Napoli Nord ha convalidato l’arresto e disposto una misura meno afflittiva: divieto di dimora a Casoria, con conseguente scarcerazione. La difesa dell’indagato è stata affidata agli avvocati Giuseppe Gallo ed Ercole Guadagno.

L’indagine e l’accusa

Domenico Chianese era stato arrestato a Casoria due giorni fa e indagato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio

Secondo la contestazione, avrebbe detenuto diverse sostanze già suddivise in dosi: 4,4 grammi lordi di cocaina (17 bustine), 1,6 grammi lordi di marijuana (1 bustina) e 10,8 grammi lordi di hashish (5 bustine).

Il controllo in strada e il sequestro

I carabinieri lo notano in zona piazza San Paolo, nei pressi del supermercato, mentre si guarda intorno e tenta poi di allontanarsi.
Durante il controllo, secondo gli atti, avrebbe cercato di disfarsi di un calzino nero lanciandolo sotto un’auto: dentro vengono trovate due scatoline metalliche con bustine di cocaina, oltre a marijuana e hashish, e addosso contanti in piccolo taglio e ulteriori banconote.

All’udienza di convalida Chianese si avvale della facoltà di non rispondere, ma rende dichiarazioni spontanee ammettendo gli addebiti e chiedendo scusa.
Il difensore non si oppone alla convalida e chiede una misura meno afflittiva, mentre la Procura aveva domandato la custodia cautelare in carcere.

La decisione del Gip: niente carcere, divieto di dimora

Il Gip convalida l’arresto e, sul piano cautelare, ritiene sussistenti gravi indizi e il pericolo di reiterazione. Tuttavia, anziché il carcere, applica la misura del divieto di dimora nel comune di Casoria, ordinando l’immediata liberazione  e imponendo prescrizioni di reperibilità e comunicazioni alla Tenenza dei carabinieri.


Fonte REDAZIONE
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