Napoli– Una boccata d’ossigeno, seppur cauta, arriva dai dati tecnici sul bradisismo che sta interessando l’area flegrea. Secondo l’ultimo bollettino settimanale di sorveglianza diffuso dall’Osservatorio Vesuviano (INGV), la velocità di sollevamento del suolo nei Campi Flegrei ha subito una netta decelerazione.
Da metà dicembre 2025, infatti, il valore medio si è assestato sui 15 millimetri al mese, confermando un trend di rallentamento rispetto ai picchi registrati nell’autunno scorso.
L’andamento dei dati
Il 2025 è stato un anno di forti oscillazioni per la caldera. Dopo l’intenso sciame sismico di febbraio, la velocità di sollevamento era raddoppiata toccando i 30 mm mensili, per poi stabilizzarsi in primavera. Una nuova accelerazione si era verificata a partire dal 10 ottobre, con il suolo che aveva ripreso a spingere verso l’alto al ritmo di 25 mm al mese.
L’attuale dato di 15 mm segna dunque un ritorno a una fase meno convulsa, sebbene il bilancio complessivo resti rilevante: dalla stazione GNSS di Rione Terra, cuore storico di Pozzuoli, si calcola che il suolo si sia alzato di ben 23 centimetri nell’ultimo anno.
Sismicità e monitoraggio
Sul fronte sismico, la situazione appare al momento sotto controllo. Nella settimana compresa tra il 19 e il 25 gennaio 2026, i sensori dell’INGV hanno rilevato 24 terremoti. Si è trattato di eventi di bassa energia, con una magnitudo massima che non ha superato il valore di 1.7.
Nonostante il rallentamento della dinamica deformativa, il monitoraggio da parte degli esperti resta costante. La riduzione della velocità è un segnale positivo, ma la comunità scientifica invita alla prudenza: l’area flegrea rimane un sistema complesso e in continua evoluzione, dove la parola d’ordine resta “sorveglianza”.
Fonte REDAZIONE





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