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Al Teatro Totò dal 9 al 18 gennaio con la commedia “Hai un amico all'INPS?”

La stagione del Teatro Totò continua con "Hai un amico all’INPS?", una commedia comica dal 9 al 18 gennaio.
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Prosegue con vitalità la stagione del Teatro Totò - Teatro della Tradizione Partenopea, che dal 9 al 18 gennaio (con doppio spettacolo il sabato) ospita la nuova produzione della Compagnia Stabile del Totò, “Hai un amico all’INPS?”, commedia comica e contemporanea scritta da Gaetano Liguori e Rosario Verde, per la regia dello stesso Liguori.

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Uno spettacolo che sceglie la via della risata per affondare il bisturi in una delle piaghe più sensibili del nostro tempo: la perdita del lavoro, la precarietà esistenziale e l’ambigua zona d’ombra dei meccanismi previdenziali, tra assistenzialismo, truffe e falsi invalidi.

Al centro della vicenda un giovane e brillante ingegnere informatico, improvvisamente travolto dal baratro della disoccupazione. Quando tutto sembra perduto, ecco l’assurdo ribaltamento: arrivano inaspettatamente soldi dagli enti previdenziali, dapprima per errore, poi attraverso un sistema sempre più opaco e fraudolento.

L’ingranaggio gira, il protagonista si lascia sedurre dalla facilità del guadagno, fino a quando la commedia mostra il conto da pagare. La messinscena trova nella regia di Gaetano Liguori un equilibrio efficace tra comicità popolare e satira sociale. In scena, accanto a Davide Ferri, autentico beniamino del pubblico napoletano, troviamo Peppe Laurato ed Edoardo Guadagno, con la partecipazione di Raffaele Esposito, affiancati da Natalia Cretella, Giancarlo De Simone, Giovanna Pignieri, Paola Bocchetti e Marco Palmieri.

Completano l’allestimento le scene di Massimo Malavolta, i costumi di Cira Izzo, l’aiuto regia di Maria Autiero. “Hai un amico all’INPS?” si inserisce così nel solco di quel teatro partenopeo capace di far ridere e pensare, restituendo al pubblico uno specchio deformante ma riconoscibile, dove l’ironia diventa strumento di verità. Uno spettacolo che diverte, inquieta e interroga, ricordandoci che, in Italia, la commedia spesso non è altro che cronaca travestita da sorriso.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
Fonte REDAZIONE
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