Giovanni Di Lorenzo lascia il campo del “Maradona” con il rimpianto di chi sa di aver fatto tutto tranne l’essenziale: segnare. Lo 0-0 con l’Eintracht Francoforte pesa più del previsto per un Napoli che avrebbe meritato qualcosa in più, ma che ancora una volta paga la poca precisione nell’ultimo tocco. “Nel complesso abbiamo fatto un’ottima gara — ha detto il capitano ai microfoni di Sky Sport — ci è mancato solo il gol. Dovevamo essere più concreti e precisi nell’ultimo passaggio. È stata una partita combattuta, contro una squadra fisica che si è difesa bene. Spiace non aver portato a casa la vittoria perché la meritavamo”.
Il Napoli ha dominato a tratti, costruendo più gioco e occasioni, ma senza riuscire a sfondare la barriera tedesca. Un copione che si ripete e che inizia a diventare un tema pesante per gli uomini di Conte. Di Lorenzo però non si arrende e guarda avanti con lucidità: “Abbiamo ancora quattro partite, dobbiamo cercare di fare il massimo dei punti per passare il turno. La squadra è viva e consapevole, ci crediamo”.
Il pari contro l’Eintracht lascia i partenopei in una posizione complicata nel girone, ma non ancora condannati. Servirà ritrovare il cinismo smarrito, quello che trasforma le buone prestazioni in vittorie. Di Lorenzo, come un vero capitano, lo sa bene: non basta giocare meglio, bisogna colpire.
Il peggio è stato evitato. Giovanni Di Lorenzo non ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore, come inizialmente temuto dopo l’infortunio rimediato contro la Fiorentina. Gli accertamenti strumentali hanno evidenziato un trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro, che costringerà il difensore del Napoli a uno stop di circa un mese. A comunicarlo…
Dopo il 3-2 subito contro il Chelsea che è costato al Napoli l’eliminazione dalla Champions League, Giovanni Di Lorenzo non cerca alibi e punta il dito contro il cammino europeo degli azzurri. «Gli applausi del Maradona a fine gara? Loro sono sempre con noi al di là del risultato ma questo lo sapevamo, stasera ci tenevamo a vincere e a fare una grande partita, dispiace ma sicuramente non l’abbiamo persa stasera».
Il difensore azzurro riconosce il valore della prestazione contro gli inglesi, ma allarga lo sguardo alle partite precedenti. «Nel percorso abbiamo sbagliato troppe partite, abbiamo lasciato troppi punti, dispiace perché stasera nonostante il risultato abbiamo fatto un’ottima gara, abbiamo provato a tenere il ritmo alto e a pressarli, dispiace per il risultato».
Il Napoli saluta la Champions League tra gli applausi amari del Maradona. Nell’ultima giornata della league phase gli azzurri cadono 3-2 contro il Chelsea e mancano l’accesso ai playoff, al termine di una sfida vibrante, piena di ribaltamenti e rimpianti.
A rompere l’equilibrio sono gli inglesi al 19’, quando Enzo Fernandez trasforma il calcio di rigore assegnato per un fallo di mano di Juan Jesus. L’avvio è uno shock, ma la reazione della squadra partenopea è immediata e rabbiosa. Al 33’ Vergara si inventa un gol da cineteca: controllo stretto in area, avversario mandato fuori tempo e diagonale preciso che riporta tutto in parità. Il Maradona si accende e il Napoli cavalca l’onda emotiva, completando il sorpasso poco prima dell’intervallo con Hojlund, rapido a infilare sotto porta su un cross rasoterra dalla sinistra di Olivera.
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Commenti (1)
Io credo che la partita sia stata difficile per il Napoli, anche se hanno provato a fare di tutto. Ma alla fine non hanno segnato e questo è un problema, perché il gol è importante nel calcio. Dobbiamo sperare che nella prossima partita siano più fortunati.