Narcotraffico, decapitata la cupola dei “Broker” della droga: Il boss smascherato dai cambi di cognome

Il capo banda Mario Cardillo volava in Spagna con alias per eludere i controlli. Sequestrata una società di logistica a Giugliano usata come "tana" per occultare la cocaina in cassettiere d'ufficio, poi rivendute online.
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Napoli – Una operazione chirurgica del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli ha smantellato il vertice di un’agguerrita organizzazione di narcotrafficanti che gestiva un lucroso asse della droga tra la Campania e la Spagna.

Al centro dell’indagine, che conta sedici indagati complessivi, l’arresto di cinque figure chiave, tra cui spicca Mario Cardillo, ritenuto dagli inquirenti e dalla Procura di Napoli il capo indiscusso del sodalizio criminale.

Il trucco del “Capo” sui voli per Malaga

Cardillo, un broker della droga con una spiccata propensione a eludere i controlli, aveva messo a punto un singolare stratagemma per i suoi frequenti viaggi aerei in Spagna, punto nevralgico degli approvvigionamenti (soprattutto da Malaga e Barcellona).

Per l’acquisto dei biglietti, il boss usava variazioni minime del proprio cognome anagrafico: da “Ciardillo” a “Curdillo” e infine “Cardullo”. Una mossa astuta, ma non sufficiente a sfuggire alle maglie serrate dell’indagine.

La logistica del crimine e il bizzarro nascondiglio

L’organizzazione si affidava a una società di logistica con sede a Giugliano in Campania, formalmente intestata a un prestanome a cui veniva corrisposto un “compenso” di 200 euro al mese per l’intestazione fittizia. A gestire operativamente la copertura erano Antonio Mallardo e il cittadino brasiliano Dreyck Gusmao de Azevedo, entrambi stretti collaboratori di Cardillo.

Il metodo di occultamento dello stupefacente era tanto ingegnoso quanto audace: la cocaina, spedita dalla Spagna, veniva nascosta all’interno di cassettiere per scrivanie d’ufficio.

Queste, una volta giunte a destinazione, venivano stoccate per poi essere immesse sul mercato della droga. Un dettaglio singolare svelato dalle indagini è che alcune di queste cassettiere, svuotate del loro contenuto illecito, venivano successivamente rivendute come usate su un gruppo Facebook, mischiando così il traffico di droga con il commercio online di mobilia di seconda mano.

Oltre al capo Cardillo, il GIP di Napoli ha disposto la custodia cautelare in carcere anche per Vincenzo Marigliano, Giovanni Risi, e per i già citati Mallardo e de Azevedo. L’operazione segna un colpo durissimo alle rotte internazionali della droga gestite dalla malavita campana e in maniera particolare quella della zona Giuglianese.

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