AGGIORNAMENTO : 26 Novembre 2025 - 07:53
10.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 26 Novembre 2025 - 07:53
10.3 C
Napoli
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Story
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel
Reel

Napoli, arrestato baby pusher di 14 anni

Blitz dei carabinieri nelle palazzine popolari di Castello di Cisterna : il ragazzino trovato con 40 dosi di cocaina già confezionate e 470 euro in contanti
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...
Podcast Audio
Napoli Arrestato Baby Pusher Di 14 Anni Ahlm
Ascolta altri Podcast

Castello di Cisterna  – Nel quartiere di edilizia popolare della "219" dove la povertà morde e la criminalità si insinua come una nebbia perenne, i Carabinieri di Castello di Cisterna hanno messo fine a un ennesimo capitolo del dramma dei "baby pusher".

Un ragazzo di appena 14 anni, con l'aria di chi ha già visto troppi inverni, è stato arrestato con 40 dosi di cocaina pronte per lo spaccio e 470 euro in banconote di piccolo taglio. Non è un caso isolato: è l'ennesima testimonianza di un fenomeno che sta divorando l'infanzia nelle periferie napoletane, dove i minori vengono arruolati dalle baby gang per gestire piazze di spaccio, diventando pedine sacrificabili in un giro di droga che non perdona.

L'operazione è scattata nel cuore del quartiere "Legge 219", un agglomerato di palazzoni grigi e fatiscenti che i militari del comando provinciale di Napoli conoscono come le loro tasche.

Qui, i controlli antidroga sono routine quotidiana: arresti, denunce e sequestri si susseguono in un ciclo virtuoso ma estenuante, mirato a smantellare le reti che infestano l'area. I Carabinieri, durante un pattugliamento serrato, hanno notato un ragazzino che camminava con passo affrettato e sguardo sfuggente, puntato nervosamente sulla gazzella dell'Arma.

Bloccato tra i palazzoni popolari della 219 di Castello di Cisterna

Quel fare agitato, quasi inconsapevole, ha fatto scattare l'allarme: un classico segnale di chi nasconde qualcosa di grosso.Fermato e perquisito sul posto, il 14enne – che ha da poco spento le candeline – non ha opposto resistenza.

Nel marsupio, gli investigatori hanno rinvenuto le prove inconfutabili: pacchetti di cocaina da un grammo ciascuno, confezionati per la vendita al dettaglio nelle vie del quartiere, e una mazzetta di soldi contanti, frutto di chissà quante "transazioni" veloci.

Interrogato, il minore ha lasciato cadere una frase che gela il sangue: "Non so fare altro, non c'è alternativa".

Potrebbe interessarti

Leggi di più suCronaca Napoli
Parole pronunciate con la rassegnazione di un uomo maturo, di chi ha già assaggiato il fallimento e la disperazione, non di un adolescente che dovrebbe inseguire sogni, non dosi letali.

Per lui, scattato l'arresto per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, è seguito il trasferimento al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, dove servizi sociali e psicologi tenteranno di ricostruire un futuro spezzato. Ma il caso di Castello di Cisterna non è un'eccezione: è un tassello in un mosaico allarmante.

A Napoli e provincia, il reclutamento di minori per lo spaccio è esploso negli ultimi anni, con le baby gang che sfruttano la vulnerabilità dei più giovani per eludere i controlli e ridurre i rischi. Solo nel 2025, operazioni come il blitz anti-baby gang della Polizia a settembre hanno portato a 209 persone controllate e decine di denunce, fotografando un'entità criminale che si nutre proprio di questi "bambini soldato della strada".

A maggio, un'altra retata a Scampia ha fermato diversi baby pusher, confermando come questi quartieri siano laboratori a cielo aperto per la diffusione della cocaina tra i più deboli.

Il fenomeno non è confinato al Vesuviano: a livello nazionale, Roma ha registrato oltre 400 minori indagati per spaccio in un solo anno, con focolai nei quartieri come Tor Bella Monaca e il Quarticciolo, dove la droga diventa valuta di scambio per status e sopravvivenza.

Esperti e associazioni come Libera denunciano un "sistema piramidale" che parte dalle cosche camorristiche e arriva ai piedi di strada: i baby pusher guadagnano poco – spesso 50 euro al giorno – ma rischiano tutto, inclusa la libertà e la vita.

È una guerra silenziosa contro l'infanzia negata, per questo i controlli, pur intensi, debbono essere accompagnati da politiche di prevenzione più incisive: scuole, centri sportivi e programmi di reinserimento per strappare questi ragazzi al ciclo della dipendenza.

Mentre il 14enne di Castello di Cisterna attende il verdetto del Tribunale per i Minorenni, la domanda resta sospesa nell'aria umida del quartiere: quanti altri "uomini in erba" stanno marciando verso lo stesso destino? I Carabinieri promettono di non mollare la presa, ma serve di più: una città che non si accontenti di arresti, ma che restituisca speranza a chi, a 14 anni, ne ha già perso troppa.

RIPRODUZIONE RISERVATA Articolo pubblicato il 15 Ottobre 2025 - 08:08 - Giuseppe Del Gaudio

Commenti (1)

E un tragico situazzione quela dei giovani coinvolti nello spaccio di droga, specialmente in quartieri come il 219. I bambini dovrebbero essere protetti e non sfruttati. E importante che ci siano più iniziative per aiutarli.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Primo piano

Notizie del giorno

PODCAST
Ultimi episodi
La replica immaginaria di Francesco Pio Maimone al suo assassino: "Io sceglievo il lavoro, tu la pistola"
La replica immaginaria di Francesco Pio Maimone al suo assassino: "Io sceglievo il lavoro, tu la pistola"
👉 Leggi l'articolo
0:00 0:00
Vol
Ad is loading…