Il palco è pronto, le luci accese, l’attesa è alta. Ma a poche ore dal doppio concerto di Geolier all’Ippodromo di Agnano – in programma il 25 e il 27 luglio – fuori dallo show si alza un altro volume: quello della protesta. Nelle strade del quartiere esplode la rabbia per la totale assenza di controlli, mentre la zona viene trasformata in un gigantesco parcheggio abusivo con tariffe folli. Quaranta euro per un’auto, venti per uno scooter: questo è il prezzo imposto da chi, da giorni, gestisce aree di sosta improvvisate, anche a chilometri di distanza dal luogo dell’evento. Video sui social mostrano addirittura servizi navetta organizzati da Pianura, un altro quartiere, per “traghettare” i fan fino all’ippodromo.
Ma a far rumore non sono solo le lamentele degli utenti: le proteste più forti arrivano da chi in quella zona ci vive e lavora. Commercianti già messi in ginocchio dal bradisismo, ora costretti a chiudere per ragioni di viabilità e sicurezza. «Siamo stati obbligati a sospendere le nostre attività proprio nei giorni in cui la zona sarà piena di gente», scrive un ristoratore in una lettera al deputato Francesco Emilio Borrelli. «Non ci hanno nemmeno permesso di vendere bibite o snack all’esterno dell’ippodromo. Intanto gli abusivi incassano senza regole, mentre noi perdiamo tutto».
Le denunce si moltiplicano. Residenti esasperati raccontano che già lo scorso anno il concerto si era trasformato in un inferno: strade bloccate, nessuna vigilanza, clacson e tensione. Quest’anno, però, si aggiunge anche il racket dei parcheggi. Un mercato nero che sembra invisibile alle forze dell’ordine. «È inaccettabile che si continui a lucrare illegalmente su un evento pubblico – attacca Borrelli –. Non possiamo sacrificare un intero quartiere all’anarchia e al disordine. Il Comune deve assumersi le sue responsabilità, così come gli organizzatori».
Napoli– Un murales di Geolier sulla parete della camera, le cuffie sempre alle orecchie, e un sogno grande quanto la forza di non arrendersi mai. Pasquale ha 14 anni e una storia che parla di coraggio quotidiano: nato prematuro, convive dall'infanzia con un idrocefalo post-emorragico che rende ogni giorno una sfida. Ma nella sua battaglia…
«Tutto è possibile», e Geolier lo sta dimostrando con numeri impressionanti e un’energia senza precedenti. Il suo quarto album, omonimo, ha debuttato al primo posto della Classifica Album e della Classifica Formati Fisici FIMI/NIQ Italia, monopolizzando anche la Top 10 dei singoli con tutte le tracce del disco e conquistando il podio dei brani di tendenza di YouTube Italia. Una performance che certifica il momento di centralità assoluta del rapper napoletano, che nelle prime 24 ore dall’uscita ha piazzato tutte le canzoni nelle prime sedici posizioni della Top 50 Spotify.
Dopo il successo del “Geolier Stadi 2026”, con tre date consecutive sold out allo Stadio Diego Armando Maradona e debutti storici a San Siro e all’Olimpico di Roma, l’artista annuncia oggi il “Summer Festival Tour 2026”. Firenze, Bari, Riccione e Santa Maria del Cedro saranno le tappe in cui Geolier porterà la potenza dei suoi show nei festival estivi, confermando il suo dominio sui palchi italiani.
A Scampia la voce del cambiamento ha il suono delle risate e delle richieste dirette dei bambini. Sono stati loro, i piccoli del Lotto G, a dare vita a una mobilitazione spontanea che nelle ultime settimane ha acceso i riflettori sul campetto di calcio del quartiere, da tempo in condizioni di degrado e insicurezza.
Con una serie di video diffusi sui social, i ragazzini hanno mostrato le condizioni dell’area, denunciando non solo i pericoli legati alla struttura abbandonata, ma anche una sensazione più profonda di trascuratezza. «Lo Stato ci ha abbandonato e Gomorra ci ha sputtanato», dicono in uno dei filmati diventati virali, parole dure che racchiudono la voglia di sottrarsi a un’immagine del quartiere legata esclusivamente a criminalità e stereotipi.
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Commenti (1)
Io trovo che la situazione sia molto complicata, non è giusto che i commercianti soffrano mentre gli abusivi guadagnano. Dovrebbero esserci più controlli e regole per evitare queste problematiche che si ripetono ogni anno.