Dopo tanti anni è stata ripristinata la legalità nella zona degli scavi di Pompei con la chiusura di chioschi e gazebo abusivi e la denuncia di 63 bancarellari.
I Carabinieri di Torre Annunziata, su disposizione della Procura della Repubblica, hanno sequestrato 45 strutture abusive a Pompei, tra chioschi e gazebo, occupanti indebitamente zone limitrofe agli scavi archeologici. Un ulteriore chiosco è stato sequestrato direttamente dai militari.
L’ooerazione si è svolta nei pressi degli ingressi del Parco Archeologico: piazza Esedra, piazza Anfiteatro, via Roma.
L’operazione, frutto di un’indagine approfondita, ha evidenziato come le strutture in questione, anziché essere semplici esercizi commerciali temporanei, fossero state trasformate in costruzioni fisse, occupando stabilmente il suolo pubblico in violazione di numerose norme urbanistiche e paesaggistiche.
Le indagini hanno permesso di identificare 63 soggetti responsabili di questa occupazione abusiva, protrattasi nel tempo senza alcuna autorizzazione.
Infatti i denunciati non erano mai stati destinatari di provvedimenti concessori ai fini dell’occupazione di suolo pubblico o di sanatoria della illecita occupazione dello stesso, protrattasi per anni.
Il sequestro preventivo mira a porre fine a questa situazione illegale, restituendo l’area alla pubblica utilità e ripristinando il rispetto delle norme.
All’esito delle operazioni, si è proceduto alla chiusura di tutti i chioschi e i gazebo oggetto del sequestro mediante l’apposizione dei sigilli e di cartellonistica monitoria.
La guerra silenziosa contro i tombaroli continua, e Pompei non arretra di un passo. Venerdì 25 luglio, il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, e il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, hanno firmato la proroga biennale del protocollo d’intesa che unisce giustizia e cultura nella difesa dell’inestimabile patrimonio vesuviano. Un’intesa nata nel 2019 e già rinnovata nel 2021 e 2023, che si conferma un modello pilota a livello nazionale per contrastare il traffico illecito di reperti e i continui scavi abusivi.
Le operazioni condotte in questi anni raccontano una sinergia vincente. Il caso Civita Giuliana è emblematico: qui, oltre all’arresto dei tombaroli che saccheggiavano un’antica villa suburbana, sono emerse scoperte scientifiche di rilievo mondiale. Stesso discorso per la Villa dei Misteri, dove la demolizione di un casolare abusivo ha dato il via a nuovi scavi che hanno confermato sospetti di attività clandestine. Tra cunicoli nascosti e strumenti da scavo ritrovati, la legalità si fa strada anche sotto terra.
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Commenti (3)
È positivo vedere finalmente un intervento per ripristinare la legalità, speriamo che Pompei possa tornare ad essere valorizzata senza abusi.
È giusto che venga ripristinata la legalità e che vengano rispettate le norme, anche a Pompei.
Finalmente un po’ di legalità nella zona, è importante rispettare le norme.