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Poggioreale, Vincenzo il detenuto pizzaiolo: “C’è un mondo oltre le sbarre”

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Vincenzo, 34 anni, padre di tre figli, originario di Napoli, sta scontando la sua condanna nel carcere di Poggioreale. Nonostante non abbia mai avuto un vero lavoro, spera un giorno di trovare un’occupazione stabile nella sua città natale, vicino alla sua famiglia.

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“Sono una persona che ha commesso errori”, ammette Vincenzo, iniziando il suo racconto mentre un progetto di formazione lavorativa viene presentato nella casa circondariale. Insieme ad altri 15 detenuti, Vincenzo sta seguendo un corso per diventare pizzaiolo.

“La cucina è meravigliosa”, afferma Vincenzo. “Non avrei mai pensato di poter creare una pizza. È come una bella donna: richiede delicatezza, altrimenti l’impasto ti sfugge”.

Il progetto “Brigata Caterina – Pizzeria e Pizzaioli” non si limita alle tecniche di cucina. Gli allievi hanno anche seguito lezioni di lettura e filosofia. “È stato un corso di vita”, spiega Vincenzo. “Ho conosciuto persone diverse che mi hanno fatto sorridere anche nei momenti difficili. Qui dentro, di giornate difficili ce ne sono tante”.

Vincenzo guarda al futuro e spera di sfruttare la sua qualifica in carcere, come previsto dalla legge sull’ordinamento penitenziario, e magari anche una volta scontata la pena.

Oggi, in occasione della Giornata internazionale delle Famiglie, Vincenzo e i suoi compagni di corso hanno servito le loro creazioni ai loro cari. “È incredibile poter stare con la mia famiglia e fargli assaggiare la mia pizza”, racconta Giovanni, 31 anni, padre di un bambino.

“Dare la possibilità ai detenuti di assaporare momenti di libertà è essenziale”, afferma Giovanni. “Se ci fossero più progetti di inserimento al lavoro, forse meno persone commetterebbero errori, anche piccoli. E forse non ci sarebbe più così tanto sovraffollamento. Qui a Poggioreale c’è malessere e cattivo umore. Con un percorso come questo, ci ricordiamo che fuori c’è un altro mondo, c’è la vita”.


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