Proseguono le indagini sulla tragica morte del piccolo Francesco Pio D'Amaro, il bimbo di 18 mesi sbranato da due pitbull a Eboli lo scorso 22 aprile.
La Procura della Repubblica di Salerno ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone, con l'accusa di omicidio colposo: i proprietari dei cani, Gaia Sabato e Fabio Fiorillo, gli zii del piccolo presenti in casa, Simone e Giuseppe Santoro, e la mamma di Francesco Pio, Paola Ferrentino.
Oggi il medico legale Adamo Maiese eseguirà l'autopsia sul corpicino del bimbo presso l'obitorio dell'ospedale di Eboli. Il sindaco di Eboli, Massimo Conte, ha espresso il profondo dolore della comunità per la perdita del piccolo Francesco Pio e ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali. "Dobbiamo fare di tutto per evitare che simili tragedie si ripetano", ha dichiarato Conte, sottolineando la necessità di intensificare i controlli sugli animali domestici.
Le testimonianze e la sorte dei pitbull
Secondo i familiari del piccolo, i pitbull erano custoditi in una stanza al pian terreno della villetta. All'improvviso, sarebbero usciti dalla stanza e si sarebbero scagliati contro lo zio che teneva in braccio Francesco Pio.
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Il bambino è stato azzannato e ucciso, mentre lo zio ha riportato ferite nel tentativo di salvarlo. La madre del piccolo e un altro familiare hanno cercato di intervenire, ma il tragico epilogo era già scritto.
La comunità di Eboli è in apprensione anche per la sorte dei due pitbull. Si spera che vengano affidati ad associazioni animaliste e non soppressi.
REDAZIONE






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