Antigone: 1.458 detenuti iscritti all’università 

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1.458 detenuti iscritti all’università, di cui 52 donne. Un dato positivo che emerge dal XIV Rapporto sulle condizioni di detenzione redatto da Antigone. L’associazione ha monitorato la situazione nell’anno scolastico 2022-2023, evidenziando luci e ombre.

Istruzione:

1760 corsi scolastici erogati per un totale di 19.372 iscritti.
Promozione ottenuta dal 47,8% degli iscritti.
Alta dispersione scolastica, dovuta anche a trasferimenti e problemi organizzativi.
Disomogeneità territoriale: la media di detenuti iscritti varia tra le regioni (es: Campania 35,85%, Lombardia 20,78%) e tra gli istituti (es: Icam Lauro 85,7%, Napoli Secondigliano 8,2%).
Maggior copertura nelle case di reclusione (33,91%) rispetto alle case circondariali (26,27%).
Istituti virtuosi: Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli (67,92%).
Istituti meno virtuosi: Casa Circondariale di Benevento (3,71%), Brindisi (4,17%) e Sassari (7,9%).
Università:

    In aumento il numero di iscritti ai corsi: 1.458 studenti (1.406 uomini e 52 donne).
    Studenti in regime di alta sicurezza: 537.
    Studenti sottoposti al 41-bis: 39.
    44 Università coinvolte nel Coordinamento Nazionale dei Poli Universitari Penitenziari (CNUPP).
    Lavoro:

    33,3% dei detenuti lavora, in lieve calo rispetto all’anno precedente (35,2%).
    85,1% dei detenuti lavoranti alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria.
    14,9% dei detenuti lavoranti alle dipendenze di datori di lavoro esterni (percentuale ancora molto bassa).
    Solo 7 istituti su 99 superano il 10% di detenuti lavoranti per esterni.
    Maggioranza dei detenuti lavora poche ore settimanali.
    Formazione professionale:

    274 corsi attivi al 30 giugno 2023 (in aumento rispetto al 2022).
    3.359 detenuti iscritti ai corsi (5,8% del totale dei reclusi).
    2.590 promossi nei corsi terminati (88,8% degli iscritti).
    Regione con più corsi terminati: Lombardia (44).
    Regione con più formazione professionale in rapporto alle presenze: Toscana.
    Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Umbria e Valle d’Aosta: un solo corso terminato.
    Molise: nessun corso attivato o terminato.
    Antigone sottolinea la necessità di:

    Maggiori investimenti nell’istruzione e nella formazione in carcere.
    Aumento del lavoro dei detenuti, anche per esterni.
    Sviluppo di una vera e propria carriera all’interno del carcere.
    Garantire pari opportunità a tutti i detenuti.
    L’istruzione e il lavoro sono strumenti fondamentali per il reinserimento sociale dei detenuti. Garantire loro la possibilità di studiare e lavorare è un passo essenziale per costruire un futuro migliore e per ridurre la recidiva.


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