Strage a Mosca: oltre 60 morti, l’Isis rivendica l’attentato

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L’attentato terroristico  che ieri ha colpito una sala concerti di Mosca, la Crocus City Hall, ha provocato la morte di oltre 60 persone e il ferimento di almeno 116, di cui 60 in gravi condizioni.

Almeno quattro uomini armati, vestiti con tute mimetiche, hanno fatto irruzione nella sala dove si stava esibendo la band Picnic. L’attacco è iniziato contemporaneamente nell’auditorium e nel foyer, dove le persone erano ancora in coda per entrare.

I video diffusi sui social media mostrano scene di terrore: uomini che sparano a distanza ravvicinata e corpi a terra. Il concerto era sold out e si stima che all’interno del locale fossero presenti oltre 6.000 persone al momento dell’esplosione di un ordigno che ha poi causato il crollo del tetto dell’edificio.

    Le forze dell’ordine stanno ancora cercando i terroristi e analizzando le prove materiali, tra cui armi, munizioni e registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.

     

    Dmitry Medvedev, ex presidente russo e ora vice capo del Consiglio di sicurezza nazionale, aveva ipotizzato un coinvolgimento dell’Ucraina, che ha negato ogni responsabilità. L’attentato è stato poi rivendicato dall’Isis, una rivendicazione considerata credibile dagli Stati Uniti.

    L’amministrazione Biden ha rivelato di aver avvertito i russi del rischio imminente di un attentato, sottolineando il “dovere di avvertire” e fornire informazioni di intelligence in situazioni drammatiche. Nei giorni scorsi il Dipartimento di Stato aveva diramato un allerta ai cittadini americani in Russia invitandoli a evitare i luoghi pubblici.

    Gli Stati Uniti aveva avvertito i russi nei giorni scorsi di possibili attentati

    Tra i 116 feriti, 60 sono in gravi condizioni, tra cui alcuni bambini. Sui canali Telegram russi circola un numero di morti, non verificato, decisamente superiore a quello ufficiale.

    Il sindaco di Mosca, Sergey Sobyanin, ha cancellato gli eventi previsti per questo fine settimana nella capitale, dove le strade sono costellate di cartelloni con la scritta “Siamo in lutto”.

    Il Paese è sotto shock e ricorda gli attentati degli islamisti ceceni: quello in un teatro a Mosca nel 2002, che causò oltre 170 morti, e l’attentato kamikaze del 2017 nella metropolitana di San Pietroburgo con 15 vittime.

    Vladimir Putin non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma è stato informato minuto per minuto sugli eventi.


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