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Frosinone, il killer del bar confessa: “Una donna contesa”. Si cercano i complici

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“L’ho ucciso per una donna che ci contendevamo”. La confessione di Mikea Zaka, il 23enne albanese accusato dell’omicidio di Kasmi Kesen, non ha convinto gli investigatori. Zaka ha sostenuto di aver agito per motivi di “cavalleria rusticana”, ma la sua versione viene considerata poco credibile.

Gli inquirenti sospettano che il movente sia da ricercare nell’ambito del narcotraffico e della prostituzione, settori controllati dalla mafia albanese nella zona di Frosinone.

L’agguato di ieri sera, avvenuto al bar “Shake” di viale Aldo Moro, ha messo in pericolo la vita di almeno 50 persone. Si tratta del quarto caso di sparatoria in sette mesi a Frosinone.

    La sezione omicidi della squadra mobile e la procura di Frosinone stanno valutando se inviare gli atti d’indagine alla direzione distrettuale antimafia di Roma.Nel frattempo, le ricerche dei tre complici di Zaka proseguono.

    In città è stata rafforzata la presenza delle forze dell’ordine per contrastare la criminalità. Il questore Domenico Condello ha elogiato il lavoro degli investigatori che hanno arrestato Zaka in poche ore.

    Il procuratore capo Antonio Guerriero ha assicurato che le indagini proseguono per ricostruire la dinamica del delitto e il movente.Il prefetto Ernesto Liguori ha escluso l’esistenza di un’emergenza criminale, ma ha annunciato un’energica azione di contrasto.

    Il sindaco Riccardo Mastrangeli ha ringraziato le forze dell’ordine per la loro tempestività e l’efficacia della rete di videosorveglianza cittadina.La situazione a Frosinone rimane tesa, ma le autorità stanno lavorando per garantire la sicurezza dei cittadini.

     

     



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