Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha incontrato nel pomeriggio di oggi il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri.
L’incontro è avvenuto presso la sede della Regione Campania. Ne ha dato notizia sui social network Vincenzo De Luca.
“Ho espresso a Gratteri gli auguri di buon lavoro a nome di tutta la Regione Campania. Tutela della legalita’, lotta senza quartiere alla criminalita’ organizzata e sicurezza per i cittadini sono temi su cui ci sentiamo in prima linea e su cui intendiamo offrire il nostro supporto e la nostra piena collaborazione istituzionale nell’interesse di tutto il Mezzogiorno”, ha scritto il presidente della Regione.
La campagna referendaria entra nella sua fase più tesa dopo le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, che attribuisce il voto favorevole alla riforma a «indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente». Parole che innescano una reazione trasversale nel mondo politico e istituzionale. Il…
Un affondo durissimo, senza sfumature. Nicola Gratteri lancia un allarme che suona come una condanna preventiva della riforma della giustizia in discussione. «Con questa riforma l’imputato povero sarà meno garantito», avverte il procuratore di Napoli, tracciando uno scenario in cui, a suo giudizio, il sistema penale finirebbe per favorire chi ha più risorse economiche e relazioni di potere.
Il cuore della critica riguarda il ruolo del pubblico ministero. «Se il pm è l’accusatore e basta, senza più l’obbligo di trovare anche prove a favore dell’imputato, noi facciamo una riforma che danneggia almeno il 90% dei cittadini che incappano in problemi giudiziari», sostiene Gratteri, rivendicando un’idea di magistrato requirente che deve agire con equilibrio, quasi come un giudice chiamato a valutare anche gli elementi favorevoli all’indagato. «Io ho sempre fatto questo e ho cercato di insegnarlo ai giovani magistrati», aggiunge, citando il dato delle richieste di archiviazione presentate a Napoli come prova di un approccio non orientato solo all’accusa.
Non usa mezzi termini Vincenzo De Luca e, dalla sua consueta diretta Facebook del venerdì, lancia un affondo durissimo sulla gestione del progetto di Bagnoli legato all’America’s Cup. Per l’ex presidente della Regione Campania, il vero scandalo non è il Ponte sullo Stretto, ma quanto starebbe accadendo a Napoli, in un contesto che definisce senza esitazioni di “totale illegalità”.
Secondo De Luca, nonostante la Regione sia stata esclusa dall’organizzazione dell’evento, per mesi si è lavorato dietro le quinte per salvaguardare una manifestazione che avrebbe potuto rappresentare una straordinaria occasione di sviluppo economico e turistico. Criticità e proposte correttive, sostiene, erano state segnalate già lo scorso anno, con l’obiettivo di evitare problemi tali da mettere a rischio l’intera competizione. Tuttavia, molte delle osservazioni avanzate sia dalla Regione sia dall’Autorità anticorruzione non avrebbero ricevuto risposte adeguate.
REDAZIONE






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