“Tutti si sono accorti che qualcosa di bello sta succedendo. Non abbiamo mai visto tanta polizia al Parco Verde, è un motivo di gioia per le persone oneste, di poca gioia per le disoneste.
Se ai camorristi del Parco Verde si sta dando fastidio, significa che si sta facendo qualcosa di buono. Non ci stancheremo mai di ringraziare le forze dell’ordine”.
Lo ha detto don Patriciello, il parroco anticamorra di Caivano, nel corso dell’incontro alla Chiesa San Paolo Apostolo con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani e con il Commissario Straordinario per la riqualificazione di Caivano, Fabio Ciciliano.
“Risolveremo tutti i problemi subito? No, ma ci stiamo provando”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che oggi è in visita al parco Verde di Caivano.
Il ministro, accompagnato dal commissario straordinario Fabio Ciciliano, ha incontrato don Maurizio Patriciello e poi si recherà all’istituto superiore “Morano”, al centro Delphinia e nella sede del commissariato di governo. Il ministro ha voluto ringraziare don Patriciello per l’opera svolta in favore del quartiere.
“La scintilla che ha creato la speranza – ha aggiunto – è nata grazie all’appello di don Maurizio. Si può ripartire per dare la speranza ai cittadini onesti che sono la maggioranza. Ma bisogna lavorare tutti insieme”.
Harmont & Blaine, vertice in Prefettura per evitare 32 licenziamenti. Nuovo incontro il 16 febbraio
Si è svolto oggi pomeriggio in Prefettura un vertice convocato dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, per affrontare la vertenza Harmont & Blaine. Al centro del confronto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 32 dipendenti in servizio presso lo stabilimento di Caivano. Tutti gli attori al confronto All’incontro hanno preso parte il sindaco di Caivano, i rappresentanti dell’assessorato al Lavoro della Regione Campania, il direttore generale della Harmont & Blaine con i delegati dell’Unione Industriali, e una folta rappresentanza sindacale: Cgil, Cisl e Fisi, con i rispettivi segretari di categoria. Le ragioni dell’azienda Nel corso della riunione la dirigenza ha illustrato le motivazioni alla base della decisione di avviare la procedura di licenziamento collettivo, riconducibili a “ragioni strutturali”. Pur senza entrare nel merito dei dettagli economici e produttivi, l’azienda ha confermato la difficoltà a mantenere invariati i livelli occupazionali. La mobilitazione dei sindacati Forti della mobilitazione dei lavoratori, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Fisi hanno ribadito la richiesta di ritirare la procedura e aprire un confronto serrato per scongiurare i tagli. La vertenza assume un rilievo particolare nel contesto di Caivano, territorio già segnato da altre crisi industriali.
L’incontro si è concluso con un accordo di metodo: tutte le parti si sono impegnate a verificare possibili soluzioni per preservare l’occupazione. È stata condivisa la necessità di proseguire il confronto, e per questo il tavolo è stato aggiornato a lunedì 16 febbraio.
Harmont & Blaine ristruttura: a rischio 32 posti nello stabilimento di Caivano
Il comparto tessile-moda italiano naviga da anni in acque difficili. La crisi strutturale del mercato, caratterizzata dal crollo dei volumi di vendita, dalla pressione della concorrenza asiatica e dal ridotto potere d'acquisto delle famiglie, ha costretto molte aziende a ripensare radicalmente i propri modelli di business per sopravvivere. Harmont & Blaine e la sfida del rilancio In questo contesto turbolento, anche Harmont & Blaine ha lottato per tornare ai livelli pre-Covid. Tra il 2023 e il 2025, l'obiettivo di recuperare volumi e indicatori economico-finanziari si è rivelato però irraggiungibile. Per garantire la sostenibilità futura dell'azienda, il management ha quindi deciso di accelerare su un piano di rilancio della competitività già per il 2026, con interventi mirati su retail, logistica, sviluppo collezioni e organizzazione. Il nuovo modello e il nodo occupazionale a Caivano Proprio nell'ambito della riorganizzazione, la direzione ha presentato oggi alle Organizzazioni Sindacali un nuovo modello per le attività dello stabilimento di Caivano (NA). La riorganizzazione comporta purtroppo l'individuazione di 32 posizioni lavorative in esubero. Una decisione maturata, si legge nella nota, dopo aver valutato tutte le opzioni percorribili. La società: "Disponibili al confronto per mitigare l'impatto" Harmont & Blaine si dichiara "dispiaciuta e consapevole" delle ripercussioni che questa scelta avrà sui dipendenti, le loro famiglie e il territorio. Per questo, fin da subito, si è resa disponibile ad avviare un dialogo con le parti sociali.
Harmont & Blaine, 32 licenziamenti a Caivano: sciopero e presidio dei lavoratori
Giornata di sciopero e presidio oggi davanti allo stabilimento Harmont & Blaine di Caivano, dove i lavoratori incrociano le braccia contro l’annuncio di 32 licenziamenti su un organico complessivo di 129 dipendenti. La protesta è stata proclamata dalle sigle sindacali di categoria Filctem-Cgil e Femca-Cisl, che parlano di una scelta improvvisa e priva di qualsiasi confronto preventivo.
«Abbiamo proclamato questo sciopero perché reputiamo inaccettabili i licenziamenti annunciati dall’azienda», afferma Andrea Pastore della segreteria regionale Filctem Campania. «Riteniamo anomalo che una decisione di questo peso venga presa da un giorno all’altro, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali. Un’azienda con un profilo mediatico internazionale non può avere atteggiamenti così superficiali davanti a 32 lavoratori, che rappresentano il 25% della forza lavoro. Siamo di fronte a un tentativo inaccettabile di ridurre il costo del lavoro. Chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti».
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