Secondigliano, grazie al drone sequestrati cellulari, droga e sim card in carcere

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Ritrovati Telefoni Cellulari e Sostanze Stupefacenti in una Perquisizione Straordinaria nel Carcere di Secondigliano.

“Nelle prime ore dell’alba di ieri durante una perquisizione straordinaria condotta presso il carcere di Secondigliano, nell’ambito dell’attività di investigativa finalizzata alla repressione dell’introduzione di oggetti non consentiti, gli uomini del Reparto di Polizia Penitenziaria coordinati dal Comandante, Gianluca Colella, hanno rinvenuto e sequestrato 3 telefoni cellulari 4 sim card e tre panetti di sostanze stupefacenti.

I telefoni erano occultati all’interno delle celle del reparto Alta sicurezza, mentre i panetti di stupefacente e le sim card sono stati rinvenuti tramite l’intercettazione di un drone all’interno del perimetro del carcere. Sono stati ritrovati anche indumenti che proverebbero l’utilizzo dei cellulari per pubblicare video su Tik Tok.

È evidente che questi dispositivi rappresentano una minaccia alla sicurezza dell’istituzione carceraria e possono essere utilizzati per comunicazioni non autorizzate oltre che per alimentare lo spaccio e distribuzione all’interno del carcere, con profitti triplicati rispetto all’esterno.

Questo risultato dimostra l’impegno costante della Polizia Penitenziaria nel combattere i traffici illeciti e garantire ordine e sicurezza negli istituti.”

A dare la notizia è il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria Si.N.A.P.Pe, attraverso la voce del segretario generale aggiunto Luigi Vargas e del Segretario Regionale Pasquale Gallo. Per i due dirigenti sindacali “le nuove tecnologie stanno facendo emergere tutte le inefficienze di un sistema che non riesce a rispondere adeguatamente ad un fenomeno sempre più diffuso.

Servono risorse adeguate sia sotto il profilo di organico che di dotazioni tecnologiche. Purtroppo, nonostante le nostre continue sollecitazioni, il governo non vuole prendere atto di questa nuova emergenza. Tutto ciò contribuisce ad incentivare i continui tentativi fraudolenti di introduzione in carcere di strumenti sempre più pericolosi per l’ordine interno dell’istituto, nonché per la sicurezza dei cittadini.

È acclarato, infatti, che la criminalità organizzata si serve illecitamente di tali tecnologie per impartire ordini ai suoi adepti con conseguente pericolo per l’ordine pubblico, così come segnalato più volte anche dall’autorità giudiziaria.

Un grande plauso va alla Polizia Penitenziaria che, nonostante la carenza di risorse, con grande professionalità e pochi mezzi a disposizione opera quotidianamente per fronteggiare fenomeni come quello verificatosi ieri nel C. P. di Secondigliano e che, negli ultimi tempi stanno assumendo dimensioni sempre più preoccupanti”.


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