AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 08:45
3.3 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 18 Febbraio 2026 - 08:45
3.3 C
Napoli

Piedimonte Matese, ubriaco al bar nonostante la sorveglianza speciale: arrestato

SULLO STESSO ARGOMENTO

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

E’ stato sorpreso in strada ubriaco nonostante fosse sottoposto alla misura personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nel comune di residenza per 2 anni

Aveva anche l’obbligo di permanenza domiciliare dalle ore 20.00 alle ore 07.00, e con la specifica prescrizione di non fare uso di alcolici o entrare e trattenersi presso esercizi che li vendono e somministrano.

Il 33enne è stato arrestato perché sorpreso dai militari dell’Arma in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcol, mentre si stava intrattenendo presso un bar del posto discutendo animatamente con la cassiera ed il titolare dell’esercizio commerciale.

È accaduto nella serata di ieri nella centralissima piazza Cappello, a Piedimonte Matese, quando i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, in transito durante un servizio di controllo del territorio, sono intervenuti su segnalazione di una cittadina presso il vicino bar.

Al loro arrivo i militari dell’Arma hanno subito identificato il 33enne, già noto alle forze dell’ordine, il quale anche alla loro presenza ha continuato a profferire frasi minacciose nei confronti dei presenti cercando, in particolare, di colpire i carabinieri con calci e sputi.

Allo scopo di evitare che la reazione violenta posta in essere dall’uomo, evidentemente ubriaco, potesse mettere in pericolo gli avventori presenti nel locale, i carabinieri lo hanno bloccato e accompagnato in caserma dove ha continuato ad aggredirli con calci e pugni.

Dopo essere stato nuovamente bloccato è stato arrestato e accompagnato, a disposizione della competente autorità giudiziaria, presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Dovrà rispondere di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

LEGGI ANCHE

Santa Maria Capua Vetere– Una catena di omissioni, comunicazioni parziali e una sistematica sottovalutazione di quanto accaduto tra le mura del reparto “Nilo”. Nell’aula bunker del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, davanti alla Corte d’Assise, è il giorno di Francesca Acerra. L’ex comandante del Nucleo Investigativo Regionale (Nir) della Polizia Penitenziaria, chiamata a rispondere…

Continua a leggere

Santa Maria Capua Vetere, arrestato per atti persecutori dopo l’aggressione alla ex

di Vincenzo Scarpa 4 Febbraio 2026 - 13:10 13:10

Una notte di paura si è trasformata in un intervento decisivo dei Carabinieri a Santa Maria Capua Vetere, dove una donna di 59 anni è stata soccorsa dopo l’ennesimo episodio di violenza riconducibile a una lunga serie di comportamenti persecutori. L’allarme è scattato su segnalazione alla Centrale Operativa e ha portato sul posto le pattuglie della Sezione Radiomobile, intervenute in piena notte nel centro cittadino.

I militari hanno trovato la donna in evidente stato di shock, appena aggredita. Dopo averla messa in sicurezza e rassicurata, hanno richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, avviando contemporaneamente i primi accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Dalle dichiarazioni raccolte e dagli elementi emersi sul posto è stato delineato un quadro di presunte persecuzioni fatte di minacce, pedinamenti, aggressioni fisiche e verbali che, secondo quanto riferito, andavano avanti dall’estate del 2024.

Continua a leggere

Non una spedizione punitiva contro i detenuti, ma un intervento ritenuto indispensabile per ripristinare l’ordine in un momento di forte tensione nelle carceri italiane, segnate dalle rivolte legate al lockdown per il Covid. È la linea difensiva sostenuta in aula da Antonio Fullone, ex provveditore dell’amministrazione penitenziaria in Campania, imputato nel maxi-processo sulle violenze avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Davanti al collegio giudicante, Fullone ha spiegato che la perquisizione nel reparto Nilo, dove circa 300 detenuti furono sottoposti a controlli poi degenerati in pestaggi e abusi, aveva l’obiettivo di ristabilire la sicurezza dell’istituto. L’ex dirigente è chiamato a rispondere, a vario titolo, di perquisizione illegittima, depistaggio, falso e rivelazione di segreto d’ufficio.

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA