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Mantovano annuncia modifiche penali su “stesa” e messa alla prova dei minorenni

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Nella legge di conversione del Dl Caivano troveranno posto anche modifiche sull’accesso alla messa alla prova per i minori accusati di reati gravi come l’omicidio.

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E’ quanto ha anticipato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano in occasione della conferenza stampa a Palazzo Chigi per presentare il progetto di rinascita del centro Delphinia a Caivano.

“Quando ci sono reati particolarmente gravi come l’omicidio, la messa in prova non deve essere cosi’ immediata, l’alternativa non deve essere assoluta”, ha esordito Mantovano.

“Se una persona che prende un’arma e ammazza un’altra, e poi non ha il minimo della percezione della gravita’ del suo gesto, istituti come la messa alla prova diluiscono il senso della gravita’ stessa”, ha sottolineato Mantovano. “C’e’ il rischio – ha aggiunto il sottosegretario – che episodi del genere si ripetano”.

-L’idea, dunque, e’ quella di “rimodulare l’accesso alla messa alla prova”: “Si immagina di tenere il minore in istituto (di pena minorile, ndr) per un tempo piu’ congruo rispetto al fatto contestato. Ma non e’ assolutamente un’abolizione dell’istituto della messa alla prova”, ha chiarito Mantovano.

Il sottosegretario ha dunque sottolineato che la rimodulazione dell’istituto “non e’ un provvedimento contro i minori, ma a favore dei minori per richiamare loro senso di responsabilita’”.

Questa tipologia di intervento e’ stata decisa alla luce di quanto e’ accaduto a Napoli con l’omicidio di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista ucciso in piazza Municipio durante una lite per uno scooter parcheggiato male. A sparare e’ stato un minorenne


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