Il contrasto al gioco d’azzardo e la Campania: la legge e i numeri sulle scommesse

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Finalmente, con del ritardo rispetto ad altre regioni, anche la Campania si dota di una legge che dovrebbe, nel breve, nel medio e nel lungo periodo, dare vita ad una serie di strumenti indispensabili per prevenire e contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo minorile e quello delle dipendenze.

La legge e la sua modifica, in realtà, risalgono al luglio 2020, ma è solo tre anni dopo che la L.R. 2/2020 modificata dalla L.R. 13/2020 riesce a “partorire” il primo Osservatorio regionale sul disturbo dal gioco d’azzardo.

L’istituzione dell’Osservatorio sul disturbo da gioco d’azzardo

Questo Osservatorio, ora, potrà esercitare il monitoraggio del fenomeno sull’intero territorio regionale, formulare proposte e promuovere indagini epidemiologiche e ogni attività propositiva che sia orientata ad un’efficace attuazione della legge stessa.

    Tra gli altri strumenti che la legge regionale potrà rendere reali, vi sono uno specifico numero verde cui tutti i soggetti in difficoltà con il gioco e le sue forme di dipendenza potranno rivolgersi; stage e percorsi formativi e di aggiornamento, dedicati agli esercenti e agli attori istituzionali che operano nel settore del gambling; un registro presso cui potranno iscriversi tutti coloro che desiderino essere inibiti dal gioco; una mappa geo referenziata dei luoghi ritenuti sensibili.

    Gli altri strumenti individuati dalla legge della Campania

    A questo proposito, infatti, la legge vieta la nuova apertura di sale e le nuove installazioni di giochi a meno di 250 metri da luoghi come scuole ed istituti scolastici o formativi di qualsiasi ordine e grado, strutture sanitarie e ospedaliere, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario, scolastico o socio-assistenziale e luoghi di culto. I centri scommesse già aperti e le macchinette che si trovino ad una distanza inferiore a 250 metri da questi luoghi sensibili hanno a disposizione un periodo di tempo per adottare una serie di requisiti.

    Infine, la legge stabilisce la sospensione dell’attività di gioco d’azzardo tutti i giorni tra le 23:00 e le 9:00 del mattino successivo e tra le 12:30 e le 14:30 per quegli esercizi, come i bar, dove il gioco non sia l’attività prevalente, e tra le 2:00 e le 10:00 per gli esercizi per i quali il gioco sia l’attività prevalente o unica.

    Omogeneità nel trattamento del fenomeno e sensibilizzazione dei cittadini: il No Gambling Day della Campania

    Questo piano d’azione ha un obiettivo che è veramente centrale e di fondamentale importanza: rendere omogeneo su tutti il territorio regionale il sistema di prevenzione del gioco d’azzardo illegale e minorile, il sistema di lotta alla ludopatia e il sistema di offerta sanitaria e socio sanitaria rivolto alle dipendenze dal gioco. 

    Libertà di intervento è concessa ai singoli comuni solo nella misura in cui le nuove misure siano più restrittive rispetto a quelle regionali.

    Molta strada resta ancora da fare per contrastare il gioco illegale e i fenomeni di dipendenza, ma la legge regionale della Campania sembra posizionare l’attività amministrativa sulla buona strada. Essa, infatti, prevede anche la realizzazione di una rete territoriale che consenta di unire le forze del pubblico e del privato sociale; incentiva la costituzione di gruppi di auto mutuo-aiuto, così come ogni iniziativa di sensibilizzazione e informazione nelle scuole.

    Infine, la legge prevede anche la creazione del logo regionale “No Gambling Campania” e l’istituzione di un “No Gambling Day”, da celebrarsi il 22 maggio di ogni anno.

    I campani, primi in Italia per spesa nelle scommesse

    Se la regione Campania ha pensato di intervenire con una normativa ad hoc non è di certo solo per emulazione nei confronti delle altre regioni italiane, che da diverso tempo hanno emesso delle leggi di contrasto al gioco d’azzardo illegale e ai fenomeni ludopatici. 

    Ciò che ha spinto gli amministratori campani a produrre la legge del 2020 è la constatazione di un triste primato: come confermato dai dati pubblicati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nel Libro Blu per il 2021, la Campania è stata la regione dove si è registrata la spesa pro capite per le scommesse più elevata a livello nazionale!

    Nel corso dell’anno 2021, infatti, il cittadino campano medio ha speso per le sole puntate sportive ben 2.460 euro, suddivisi tra giocate fisiche (794 euro) e telematiche (1.666 euro); la raccolta complessiva è stata di 4.680 milioni di euro (a fronte di vincite per 3.430 milioni).

    I giochi preferiti dai cittadini campani? Al primo posto troviamo slot, new slot e video lottery, per le quali sono stati puntati 1.531 milioni di euro; al secondo posto delle preferenze, c’è il lotto (raccolti 1.134 milioni di euro), seguito dalle Lotterie (925,33 milioni di euro puntati) e dai giochi a base sportiva (944,24 milioni di euro). 

    Non è tutto: i campani amano anche partecipare alle scommesse virtuali, alle quali hanno speso 295 milioni di euro, i giochi numerici a totalizzazione (150,85 milioni di euro), il Bingo (117,40 milioni) e le scommesse a base ippica (26,25 milioni).

    Queste cifre non tengono conto invece dei Casino online stranieri: si tratta di piattaforme sicure, dove anche i giocatori italiani possono andare per giocare, scommettere e divertirsi, senza rischi, ma che solitamente sfuggono al monitoraggio di ADM.


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