Fabrizio Maiello, la storia del “Maradona delle carceri” che voleva rapire Gianfranco Zola

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Fabrizio Maiello è un uomo libero dopo anni trascorsi nell’ospedale psichiatrico giudiziario. La sua vita è stata segnata da azioni criminali, ma anche da un percorso di riscatto e di amore per gli altri.

Oggi, a 60 anni, racconta la sua storia -come riporta Il Corriere Bologna- ai giovani attraverso progetti di legalità e con il suo impegno attivo contro le mafie. Ha anche scritto un libro e partecipa a documentari che mettono in luce le conseguenze del suo passato.

I 14 anni nell’ospedale psichiatrico giudiziario

Fabrizio Maiello è stato recluso per 24 anni, di cui 14 trascorsi nell’ospedale psichiatrico giudiziario. Questo periodo della sua vita è stato definito da lui stesso come un “inferno in terra”. Maiello si impegna a far conoscere questa realtà anche alle nuove generazioni, raccontando la sua esperienza e sottolineando l’importanza della cura e dell’aiuto reciproco.

    Fabrizio Maiello e la sua passione per il calcio

    Maiello ha sempre avuto una grande passione per il calcio, ma un infortunio al ginocchio ha compromesso la sua carriera. Questo ha portato Maiello sulla strada della criminalità, con rapine, droga e carcere.

    Tra i suoi progetti più rilevanti c’era persino un tentativo di sequestro del calciatore Gianfranco Zola. Tuttavia, un incontro fortuito con Zola ha cambiato tutto: l’ex calciatore lo ha salutato cordialmente e Maiello ha deciso di chiedergli un autografo anziché compiere l’azione criminale. Questo gesto ha segnato un punto di svolta nella vita di Maiello.

    Il nuovo impegno con la nazionale sacerdoti

    Oggi, Fabrizio Maiello ha la possibilità di giocare a calcio con la nazionale sacerdoti. Questo progetto gli ha dato nuove speranze e lui è felice di unirsi alla squadra. Inoltre, ha anche realizzato il sogno di diventare una figurina, un desiderio che aveva fin da bambino.

    Ora, Maiello spera di incontrare di persona Gianfranco Zola e consegnargli il suo libro, che uscirà a metà ottobre. Ha anche un altro grande desiderio: salire sul portico di San Luca palleggiando. Spera che qualcuno possa aiutarlo a realizzare questo traguardo.

    In conclusione, Fabrizio Maiello rappresenta una storia di redenzione e di speranza. Dopo aver attraversato momenti difficili e aver commesso azioni criminali, ha trovato la forza di cambiare e di impegnarsi per un futuro migliore. Ora, cerca di trasmettere la sua esperienza ai giovani e di ispirarli a fare lo stesso.



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