Erano da poco trascorse le 11.00 di questa mattina quando i Carabinieri della Stazione di Valle di Maddaloni, in provincia di Caserta, sono intervenuti presso l’acquedotto Carolino dove era stata segnalata la presenza di una donna che, con intenti suicidi, si era seduta sul muro di contenimento del percorso di transito del ponte, con i piedi penzoloni verso l’esterno.
Prima dell’arrivo dei militari sul posto, il carabiniere di servizio alla Caserma, è riuscito grazie al numero di telefono della donna, recuperato da una conoscente, a trattenerla al cellulare cercando di dissuaderla dal commettere l’insano gesto.
Giunti sul posto, i carabinieri adottando tutte le cautele del caso, hanno cercato di avvicinarsi alla stessa che ha più volte minacciato di lasciarsi cadere nel vuoto se avessero cercato di afferrarla. Ne è così scaturito un lungo dialogo di mediazione, nel corso del quale il Maresciallo ed il Carabiniere intervenuti hanno cercato di farla desistere dai suoi intenti.
Dopo un estenuante trattativa, approfittando di un attimo di distrazione, sono riusciti ad afferrarla proprio nell’asatto momento in cui ques’ultima ha perso i sensi. La quarantottenne di Dugenta, sorretta dai Carabinieri è stata adagiata in sicurezza dietro il parapetto del muro. Successivamente è stata affidata alle cure dei sanitari del 118 fatti intervenire sul posto
Controlli antiviolenza al liceo Pascal di Pompei: Carabinieri con metal detector
I Carabinieri della stazione di Pompei, guidati dal maresciallo Esposito, hanno effettuato questa mattina controlli di sicurezza con metal detector all'esterno del liceo Pascal. L'operazione rientra nelle attività di prevenzione già programmate sul territorio provinciale, ma intensificate dopo il tragico episodio di La Spezia dove uno studente è stato ucciso a coltellate. La risposta della scuola "Il consiglio d'istituto, nelle sue diverse componenti - genitori, studenti, personale docente e Ata - ringrazia i Carabinieri per i controlli di routine volti a garantire la sicurezza dell'accesso alla scuola", ha dichiarato la dirigente scolastica Filomena Zamboli. La preside, insieme al presidente del consiglio d'istituto Ciro D'Apice, ha sottolineato come l'iniziativa sia stata accolta positivamente dalla comunità scolastica. L'operazione si è svolta durante la Settimana del protagonismo studentesco ed è stata interpretata come "espressione di grande sensibilità e della rete interistituzionale che vede la scuola come luogo di educazione, crescita e sicurezza al centro dell'interesse del contesto territoriale". Smascherata fake news su falso accoltellamento Un episodio significativo ha accompagnato i controlli: un alunno aveva fatto circolare tra i compagni la falsa notizia di…
San Nicola la Strada, nasconde il crack nella borsetta della figlia: arrestato 38enne
San Nicola la Strada -L'operazione è scattata nella serata di ieri, 10 febbraio, quando i Carabinieri della Stazione di San Nicola la Strada hanno fatto irruzione nell'abitazione di un 38enne locale. Quello che doveva essere un controllo di routine si è trasformato in una perquisizione minuziosa che ha svelato un vero e proprio deposito della droga tra le mura domestiche. L'uomo, già sotto la lente degli investigatori, è accusato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Droga nei sanitari e tra i giocattoli Il dato più sconcertante emerso durante l'ispezione riguarda i nascondigli scelti dal 38enne per sfuggire ai controlli. I militari dell'Arma hanno infatti rinvenuto complessivamente oltre 42 grammi di crack e una dose di cocaina. Se una parte dello stupefacente era stata occultata nei punti classici, come il sifone del lavandino e il filtro della doccia per permetterne un rapido smaltimento in caso di irruzione, un’altra parte è stata ritrovata all'interno della borsetta della figlia minore, utilizzata come ignaro scudo per l'attività di spaccio. Il sequestro e l'arresto Oltre alla droga, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro un bilancino…
Napoli, allarme truffe su WhatsApp: il «Ghost Pairing» ruba l’account con un finto voto per una nipote
Napoli - «Ciao! Se non è un problema potresti votare per mia nipote? Manca davvero poco…». Il testo sembra quello, familiare, di un amico o di un parente. In realtà può essere l’innesco di una truffa informatica sempre più diffusa, costruita per sfruttare fiducia, abitudini digitali e la facilità con cui si condividono link nelle chat e nei gruppi WhatsApp. Negli ultimi mesi, anche nell’area di Napoli, si moltiplicano le denunce raccolte dai Carabinieri del Comando Provinciale: nel mirino c’è una tecnica nota come Ghost Pairing, che consente ai criminali informatici di prendere il controllo dell’account della vittima attraverso una sessione di WhatsApp Web attivata di nascosto. Le conseguenze possono essere pesanti: accesso ai messaggi, furto di informazioni personali, fino a richieste di denaro inviate ai contatti “a nome” della persona truffata. Il messaggio che arriva da un contatto reale Lo schema si ripete. La vittima riceve un messaggio da un contatto autentico (che però potrebbe essere già stato compromesso): un invito a votare per una bambina o una giovane ballerina in un presunto concorso di danza o in un…
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